L’Algeria privatizza le banche aprendo a capitali esteri: i petroldollari non bastano più

(Teleborsa) – L’Algeria cambia la sua economia ed apre ad un sistema di mercato, dove le banche statali saranno quotate in Borsa e quindi finanziate anche da capitali privati e capitali stranieri.

Una netta inversione di rotta rispetto al passato, quando la titolarità del credito era esclusivamente statale e l’economia si reggeva al 60% sui profitti derivanti dai petroldollari, ossia sui proventi derivanti dalla vendita del petrolio, che era rigorosamente pubblica.

La ragione è semplice: con un prezzo del petrolio crollato ai minimi storici, le casse pubbliche di molti Paesi produttori (OPEC e non) sono al verde. L’Algeria non è ancora sulla soglia del collasso, come avviene per il Venezuela ed altri grandi produttori di greggio, dato che l’economia continua a crescere ed il deficit è a circa il 3% del PIL. 

Il governo algerino, però, ha dovuto abbattere il regime di sussidi energetici, in vigore sino ad oggi, ed il conseguente sistema di welfare che derivava dalle ricche entrate garantite dalla vendita dei barili di oro nero. Ora, i tempi sono maturi anche per una diversificazione, come accaduto anche in Arabia Saudita, ed è questo il motivo per cui le banche saranno privatizzate.  Un tentativo era già stato fatto nel 2007 senza successo.

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