Lagarde: fase difficile, inflazione più elevata e crescita più bassa

(Teleborsa) – “L’Europa sta entrando in una fase difficile. Nel breve termine, ci troveremo di fronte inflazione più elevata e crescita più bassa“. Lo ha affermato la Presidente della BCE, Christine Lagarde, in riferimento alle ricadute della guerra in Ucraina, intervenendo ad un convegno Organizzato dalla banca centrale di Cipro. “C’è una considerevole incertezza su quanto ampi saranno questi effetti e quanto a lungo dureranno punto più dura la guerra – ha aggiunto – più è probabile che i costi siano rilevanti”.

Lagarde ha ribadito che l’impatto economico della guerra e delle sanzioni contro la Russia è da considerarsi in quello che gli economisti definiscono “uno shock dell’offerta”, che simultaneamente fa salire l’inflazione e riduce la crescita. Secondo la presidente della Bce sono tre i maggiori fattori che spingeranno al rialzo il carovita.

“Primo – ha detto – i prezzi dell’energia saranno alti più a lungo, con i prezzi del gas aumentati del 52% dall’inizio dell’anno e quelli del petrolio del 64%. Secondo, è probabile che salgano le pressioni sull’inflazione dei beni alimentari”, data la rilevanza dei due paesi coinvolti su diverse forniture chiave, come grano e mais, ma anche i fertilizzanti. Terzo elemento, è probabile che persistano le strozzature nelle catene di approvvigionamento globali in alcuni settori. “Al tempo stesso la guerra pone rischi significativi sulla crescita”, ha proseguito. Eurolandia è un importatore netto di energia e l’aumento dei prezzi implica una perdita di potere di acquisto per le famiglie. Intanto il conflitto ha già iniziato a far calare il clima di fiducia tramite due canali, da un lato rende le famiglie più pessimiste e potrebbe ridurne le spese in consumi. Dall’altro intacca gli investimenti delle imprese. “In definitiva, l’aumento dell’inflazione e il rallentamento della crescita dipenderanno da come si evolvono il conflitto e le sanzioni. Chiaramente più dura la guerra – ha concluso Lagarde – maggiori saranno i costi e maggiori le probabilità che si finisca a scenari più avversi”.

“Opzionalità, gradualità e flessibilità”: sono le parole d’ordine sulla conduzione della politica monetaria della Bce, ribadite dalla presidente. “Per parte nostra, alla Bce abbiamo messo in chiaro che nel contesto del conflitto assumeremo qualunque azione sia necessaria per perseguire la stabilità dei prezzi e salvaguardare la stabilità finanziaria”, ha ricordato. Il modo migliore con cui la politica monetaria può intervenire è innanzitutto con l’opzionalità: “significa – ha spiegato – che siamo preparati a reagire a un’ampia gamma di scenari e che, ovviamente, questo dipenderà dallo sviluppo dei dati virgolette”.

Lagarde ha anche ribadito che se i dati confermeranno la prospettiva di un’inflazione che non si andrà a indebolire nel nel medio termine, nel terzo trimestre la Bce porrà fine agli acquisti netti di titoli. In uno scenario opposto, invece, potrà rimettere mano ai suoi programmi di acquisti. “Gradualismo – ha poi detto – significa che ci muoveremo cautamente e aggiusteremo la nostra policy nella misura in cui riceveremo riscontri delle nostre azioni. Qualunque aggiustamento ai tassi della Bce avverrà un po’ di tempo dopo la fine degli acquisti netti con il programma a App e e sarà graduale”. Terzo elemento la flessibilità: “significa che useremo tutto il nostro armamentario per assicurare che la politica monetaria sia trasmessa in tutte le parti dell’area euro”, ha concluso. Tutti elementi che confermano l’impostazione data alla politica monetaria dall’ultimo consiglio direttivo , con questa incognita su quanto sia questo “un po’ di tempo” dopo, lo stop agli acquisti netti di bond, in cui si procederà ad un primo rialzo dei tassi.

“Non lo so”. Ha risposto così il capo economista della Bce, Philip Lane alla domanda se si potrebbe procedere ad un primo rialzo dei tassi di interesse già quest’anno. “Ci sono scenari in cui sarebbe appropriato iniziare a normalizzare i tassi di interesse più avanti quest’anno. E poi, ovviamente – ha spiegato in un’intervista a Politico – ci sono scenari in cui sarebbe appropriato muoversi più avanti”.