L’aeroporto di Catania acquisisce Comiso. Primo passo per la realizzazione di “due poli”

(Teleborsa) – L’annuncio della avvenuta acquisizione dello scalo ragusano di Comiso da parte di SAC, società che gestisce l’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania, ha fatto da catalizzatore al Convegno “Il trasporto aereo nell’Europa delle Regioni: la rete aeroportuale della Sicilia” tenuto all’Università di Catania, organizzato dal centro studi Demetra in collaborazione con ENAC, Assaeroporti e la stessa SAC.

A dare l’annuncio dell’operazione, primo passo del processo di integrazione degli scali promosso dal Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, è stato Pietro Agen, Presidente della Camera di commercio del Sud Est Sicilia. SAC ha acquisito il 100% di Intersac, società che detiene oltre il 65% di Soaco, società di gestione dello scalo aereo “Pio La Torre” di Comiso. Agen lo ha definito “un passo avanti per la rete aeroportuale siciliana”, aggiungendo che “il sistema aeroportuale del Sud-Est può diventare la Fiat dell’Isola”.

L’incontro promosso dal centro studi Demetra ha focalizzato appunto l’attenzione sui programmi di sviluppo della rete aeroportuale della Sicilia, da perseguire proprio attraverso strategie di razionalizzazione e integrazione. Un confronto che ha coinvolto esponenti istituzionali dell’Isola e gli attori della gestione degli scali aerei della Sicilia.

Oltre al progetto di integrazione tra gli aeroporti di Catania e Comiso, si è parlato anche di quello, più complesso, di Palermo e Trapani. Per entrambe le operazioni, la Regione Sicilia svolge da tempo una funzione di proposta e coordinamento, con l’obiettivo di favorire soluzioni di integrazione logistica tra gli scali per puntare a una maggiore efficienza operativa delle infrastrutture.

Sulle problematiche affrontate, presenti il Presidente ENAC Nicola Zaccheo e l’ex Vito Riggio, oggi consulente del Governo Regionale dell’Isola per il trasporto aereo, Teleborsa ha raccolto l’opinione di alcuni tra i diversi protagonisti del settore, a cominciare da quelli dell’Amministratore delegato di SAC, Nico Torrisi, e di Marco Falcone, Assessore Regione Sicilia alle Infrastrutture e Trasporti.

Nico Torrisi, Ad di SAC Catania, privatizzazione aeroporto, quali benefici?

“I benefici potranno essere secondo il percorso che si delinea ma che ancora deve essere definito dai soci. E’ comunque quello della ricerca di un investitore che non sia soltanto il migliore acquirente per i soci stessi, ma anche quello che decida i migliori investimenti. Quindi la ricerca è quella di un partner che sia anche strategico, ovvero che non soltanto “paghi al meglio le quote” qualora eventualmente i soci decidessero di vendere, ma che anche sposi il miglior piano industriale e che investa molto sul territorio, e quindi anche sulla nostra azienda”.

La Catania-Fiumicino è uno degli assi potanti del trasporto aereo italiano…

“Si, è il primo in assoluto. E’ la prima rotta in termini di traffico e probabilmente tra le rotte più remunerative, se non la più redditizia. Per Noi è importante, come del resto gli altri collegamenti, perché ovviamente Noi non nascondiamo il fatto che gli aeroporti, come sicilian,i e in particolare il nostro, è l’unico vero modo per collegare in maniera efficiente la nostra terra col il resto dell’Italia, e non solo. Siamo un po’ isolati rispetto al resto e quindi il trasporto aereo, almeno finché qui in Sicilia non si avranno altre opere e infrastrutture, il mezzo aereo e gli aeroporti sono per noi strategicamente determinanti. Quindi, considerando lo stato attuale qui delle ferrovie, nelle condizioni in cui sono, e al resto, abbiamo una responsabilità doppia che non è solo quella di guardare al bilancio fiscale dell’azienda che produce utili, ma anche un po’ al bilancio sociale e quindi al servizio che noi offriamo ai siciliani per viaggiare comodamente e, se ci riusciamo, a tariffe sempre più competitive. Cosa che cerchiamo di fare aumentando la concorrenza e quindi il numero delle compagnie che volano su Catania”.

Quindi aumento delle frequenze…

“Si, sempre più, speriamo di riuscire. Perché questo è l’obiettivo che è anche quello di allargarci sul segmento internazionale attraverso collegamenti sempre più numerosi con scali diretti, evitando così ai passeggeri fermate e cambi intermedi con soste obbligate”.


Molto attivo è il ruolo della Regione, col suo Presidente Nello Musumeci fortemente impegnato in prima persona, al lavoro appunto per formare due distinti poli, Catania e Comiso appunto, e Palermo con Trapani, che possano operare in stretta sinergia tra loro. Allo scopo di “non disperdere energie” e conseguire i migliori risultati possibili, in modo da assicurare benessere per cittadini e turisti e incrementi all’economia.

Assessore Falcone, la regione Sicilia si è prefissa l’obiettivo dell’accorpamento degli aeroporti della Regione. Che tempi sono previsti?

“Il Presidente Musumeci è stato sempre molto chiaro, ha detto che per fare economia di scala e per far diventare il sistema aeroportuale siciliano competitivo rispetto al resto d’Italia e al resto d’Europa bisognerebbe creare un autorità unità di gestione dei quattro aeroporti siciliani più i due aeroporti delle isole minori, Pantelleria e Lampedusa, per un totale di 6 aeroporti che sono presenti in Sicilia. E’ chiaro che la competenza purtroppo non è nostra, noi possiamo soltanto dare delle linee di indirizzo poi saranno i gestori degli aeroporti di Sicilia che potranno decidere se accorparsi o meno. Pare che ci siano delle resistenze, noi abbiamo anche detto che eventualmente sarebbe ottimale creare almeno due autorità: una della Sicilia occidentale l’altra della Sicilia orientale, al fine di poter realizzare questo nostro sistema, che comunque sta dando ottimi frutti, e sta mettendo la Sicilia al centro del Mediterraneo e non solo”.


Ci sono delle strategie per il rilancio degli aeroporti di Trapani e Comiso?

“Certamente si. Il Presidente Musumeci ha convocato e definito la conferenza dei servizi con il Ministero, con l’ENAC al fine di poter approntare la continuità territoriale. Ci saranno delle nuove tratte per Comiso, così come per Trapani Birgi. Ora aspettiamo che il Ministro Toninelli firmi il decreto e subito manderemo tutto Bruxelles per vedere se queste tratte potranno essere adottate e poter creare appunto una vera e propria continuità territoriale tra la Sicilia e il resto d’Italia.

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