La tempesta perfetta di Trump: petrolio in calo, dollaro debole e beni rifugio alle stelle

(Teleborsa) – Effetto Trump sui mercati azionari, ma ormai ci siamo abituati… Il Presidente degli Stati Uniti d’America ha annullato il summit USA-Corea del Nord in scia ai toni “ostili” usati dal leader nordcoreano Kim Jong Un, contrario all’idea di abbandonare la propria politica nucleare. 

Non ci sarà più, dunque, il tanto atteso vertice tra Stati Uniti e Corea del Nord in programma il prossimo 12 giugno a Singapore, a causa della “tremenda rabbia e aperta ostilità” emersa nelle ultime dichiarazioni di Kim. “Il mondo, e in particolare la Corea del Nord, hanno perso una grande opportunità per costruire una pace duratura e una grande prosperità. La perdita di questa opportunità è veramente un momento triste della storia” conclude la lettera inviata da Donald Trump al leader nordcoreano.

Gli investitori avversi al rischio, intimoriti da possibili pesanti ripercussioni a livello geopolitico, “scappano” dall’azionario per trovare ristoro nei cosiddetti beni rifugio. In particolare guardiamo alle quotazioni dell’oro: il metallo giallo ha oltrepassato i 1.300 dollari l’oncia, per quotare stamattina (25 maggio 2018) a 1.302 dollari. In calo, invece, la borsa di Wall Street.

L’effetto Trump colpisce anche il dollaro e il petrolio. Ieri il biglietto verde ha perso terreno nei confronti delle principali divise internazionali, con il cross EUR/USD arrivato a 1,175 dollari per sgonfiarsi successivamente e quotare stamane a 1,1701. Debole anche l’oro nero: il Light Crude Oil scadenza luglio è scivolato sotto i 71 dollari al barile, esattamente a 70,49 dollari al barile.

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