La svolta green di IATA

(Teleborsa) – La politica green proclamata da IATA in questi giorni ha un suo perché. Non è scaturita dal cilindro magico, ma è frutto di un piano strategico che coniuga la sostenibilità ambientale con i conti economici delle compagnie aeree. Se negli ultimi decenni si è giocato sulle condizioni di acquisto più vantaggiose di grandi quantità di carburante avio, ora è tempo di pensare al futuro prossimo con la prospettiva di porre le basi concrete per un abbattimento di emissioni e costi di esercizio. Lo scorso 24 febbraio ricorreva il decennale del primo volo di un aeromobile con uno dei suoi motori alimentato con miscela bio. Era un B747 della Virgin Atlantic decollato da Londra e atterrato a Amsterdam. E’ corretto parlare di miscela, perché si tratta di addizionare carburante estratto da prodotti naturali a quello tradizionale per ottenere un propellente in grado di ridurre le emissioni di CO2 fino all’80%. Alexandre de Juniac, ceo di IATA, ha sottolineato come nel 2017 i biocarburanti abbiano alimentato centomila voli e si punti a raggiungere la soglia del milione dei voli nel 2020, con l’obiettivo di trasportare nel 2025 almeno un miliardi di passeggeri su aerei che impieghino il cosiddetto SAF (Sustainable Airline Fuel). Ad oggi gli acquisiti di SAF hanno raggiunto la quota di 1,5 miliardi di galloni e alcuni dei principali aeroporti (Los Angeles negli USA, Brisbane in Australia, Stoccolma e Oslo in Europa) si sono già attrezzati per effettuare i rifornimenti alle compagnie aeree che vi operano. Tra quelle che stanno investendo di più figurano Cathay Pacific, Quantas, Lufthansa, United e FedEx Express.

Ma ci sono compagnie aeree meno note ma decisamente molto avanti nell’impiego di biocarburanti avio. La cinese Hainan Airlines, che nel 2015 ha effettuato il primo volo passeggeri nazionale alimentato a biocarburante, ha portato a termine il 22 novembre 2017 il volo da Pechino all’aeroporto O’Hare di Chicago coprendo la distanza di 11mila km con un Boeing 787 Dreamliner alimentato con carburante biologico per l’aviazione prodotto da olio da cucina esausto, combustibile sostenibile prodotto dalla compagnia nazionale cinese Sinopec. Boeing, con la sua struttura di Sustainable Fuels Strategy, collabora con Sinopeca e altri stakeholder cinesi per garantire l’approvvigionamento di biocarburanti per aviazione. Se ne deduce che s’impone anche a livello europeo una strategia politica comune per agevolare la produzione di combustibile avio green e permettere ai vettori continentali di reggere la sfida, ormai lanciata, della sostenibilità ed economicità.

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