La speculazione non dà tregua alle borse. Milano ai minimi da cinque anni

(Teleborsa) – Finale di giornata drammatico per i mercati del Vecchio Continente, Milano compresa, sui minimi da molti anni.

La breve tregua di ieri ha lasciato il posto ad una nuova ondata di vendite causata dall’ennesimo crollo delle quotazioni del greggio e da alcune trimestrali deludenti, in particolare quella di Societe Generale, che ha trascinato al ribasso tutto il comparto bancario, e di Rio Tinto, che invece pesa sulle commodities, già provate dal calo delle quotazioni delle materie prime causato dal rallentamento dell’economia globale.

Il timore è che nemmeno le politiche ultra espansive messe a segno dalle maggiori Banche centrali siano in grado di risollevare l’anemica ripresa. 

Questa situazione comincia a preoccupare anche la Federal Reserve. Ieri la Yellen ha dichiarato che le attuali turbolenze finanziarie potrebbero alla lunga impattare sull’economia USA, senza però escludere ulteriori aumenti dei tassi di interesse nei mesi a venire.

L’Euro / Dollaro USA mostra un timido guadagno dello 0,74%. Giornata di forti guadagni per l’oro, che segna un rialzo del 4,66%
grazie alla sua natura di bene rifugio per eccellenza. 

Sale molto lo spread, raggiungendo 153 punti base, con un deciso aumento di 14 punti base, mentre il BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento dell’1,71%.

Tra le principali Borse europee, seduta drammatica per Francoforte, che crolla del 2,93%, sensibili perdite per Londra, in calo del 2,39%, in apnea Parigi, che arretra del 4,05%.

Giornata nera per la Borsa di Milano, che affonda del 5,63% portandosi ai minimi di cinque anni; sulla stessa linea il FTSE Italia All-Share, che ha archiviato la seduta a 17.273 punti. In netto peggioramento il FTSE Italia Mid Cap (-2,43%), come il FTSE Italia Star (-2,6%).

In Borsa di Milano, il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 3,47 miliardi di euro, restando invariato rispetto alla seduta precedente; i contratti si sono attestati a 450.047, rispetto ai precedenti 446.995, mentre i volumi scambiati sono passati da 1,66 miliardi di azioni della seduta precedente agli odierni 1,54 miliardi.

225 sono le azioni scambiate: tra queste, 196 titoli hanno chiuso in rosso, mentre 25 azioni hanno terminato in territorio positivo. Invariate le altre 4 azioni del listino milanese.

A Piazza Affari non si salva alcun comparto. Nel listino, i settori Telecomunicazioni (-8,16%), Assicurativi (-7,22%) e Banche (-6,85%) sono stati tra i più venduti.

Unica Blue Chip di Milano a ottenere un buon risultato A2A, che segna un aumento dello 0,83%.

La peggiore performance è quella di UBI Banca, che ha chiuso con un -12,11% sulla delusione per i risultati del quarto trimestre. La banca ha comunque chiuso l’esercizio con conti in miglioramento.

Tonfo di Saipem, che mostra una caduta del 12,02% sulla scia delle vendite che hanno travolto l’intero settore Oil & Gas per via dei mini greggio. Da segnalare poi il credit watch negativo di Moody’s.

Lettera su Banca Mps, che registra un importante calo del 9,88%.

Affonda Banca Popolare dell’Emilia Romagna, con un ribasso del 9,59%.

La speculazione non dà tregua alle borse. Milano ai minimi da cinque anni
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