La sindrome cinese torna a colpire le Borse

Lo spauracchio Cina torna a minare le equity europee, in profondo rosso dopo un avvio in frazionale ribasso e all’indomani di una seduta moderatamente positiva. 

A giudicare dalla pioggia di vendite sui futures USA, anche Wall Street dovrebbe aprire in pesante ribasso.

A zavorrare i listini sono soprattutto le forti vendite sul comparto delle commodities e sulle auto.

Le prime soffrono l’ennesima caduta dei prezzi delle materie prime sui mai sopiti timori per un rallentamento dell’economia cinese – e, di conseguenza, globale – mentre sale l’attesa per il PMI manifatturiero che sarà pubblicato domani.

Le auto, invece, continuano ad essere affossate dalla scandalo Volkswagen e dai rumors sulla possibile estensione dei controlli sulle emissioni a tutti i produttori di veicoli.

Intanto, vista anche l’assenza di dati macroeconomici dall’Eurozona, si continua a ragionare sulle tempistiche dell’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti dopo il nulla di fatto di giovedì scorso. Le dichiarazioni rilasciate ieri da alcuni banchieri della Federal Reserve hanno lasciato intendere che è molto probabile una stretta monetaria entro l’anno perché l’economia USA ha raggiunto molti obiettivi posti dalla Fed.

In focus anche i numeri sulla fiducia dei consumatori a stelle e strisce, importante barometro della futura propensione alla spesa dei cittadini americani.

Sul valutario, l’Euro / Dollaro USA scala le marce per un ritorno di interesse sul biglietto verde in qualità della sua natura di “bene rifugio”.
Tra le commodities l’Oro arretra dello 0,38%, il petrolio (Light Sweet Crude Oil) scambia a 45,79 dollari per barile (-1,91%) lasciandosi alle spalle l’exploit della vigilia.

In salita lo Spread, che arriva a quota 114 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona all’1,77%. Sempree rimanendo nel mercato obbligazionario, da segnalare l’exploit dei rendimenti delle obbligazioni di società con rating “spazzatura”, altra conferma dell’attuale panico degli investitori.

Tra i mercati del Vecchio Continente, Francoforte arretra ora del 2,98% con Volkswagen che arriva a perdere il 19,52%. 
A picco anche Londra -2,23% e Parigi -3%.

In caduta libera il listino milanese, che ieri aveva sovraperformato le altre Borse. Il FTSE MIB sta cedendo il 2,74% mentre il FTSE Italia All-Share retrocede del 2,66%. 

Giornata nera a Piazza Affari tutti i titoli ad alta capitalizzazione sono in perdita.

Le più forti vendite si concentrano su Fiat Chrysler Automobiles, in scia alle vicende di Volkswagen. Inevitabili le ripercussioni su Exor e Cnh Industrial.

Vendite a piene mani anche su Finmeccanica e sugli energetici tra i quali spicca il crollo di Eni. Il Cane a sei zampe soffre sia la nuova caduta del greggio che le voci secondo le quali il Governo starebbe studiando una tassa sugli utili delle società energetiche.

La sindrome cinese torna a colpire le Borse