La sfida dell’Italia e dell’Europa di fronte alla globalizzazione

(Teleborsa) – “L’economia italiana si sta rafforzando, prosegue il recupero dell’occupazione, sono state eliminate fonti di rischio sistemico nel settore bancario. Il consolidamento dei risultati raggiunti, gli ulteriori progressi e la rimozione delle fragilità strutturali richiedono di procedere lungo il percorso di riforma avviato”.

Questo è il messaggio del Governatore della Banca d’Italia al centro della annuale relazione tenuta a Roma. Ignazio Visco si è anche soffermato sui grandi cambiamenti che si stanno verificando nel mondo per la globalizzazione e la necessità di rispondere con determinazione alla sfida per lo sviluppo. “La difesa del risparmio – ha detto – è necessaria per sostenere la crescita economica e presuppone condizioni ordinate sui mercati finanziari. Condizioni che dipendono dalla credibilità delle politiche volte a rinnovare la struttura dell’economia, ad accrescere la produttività a mantenere sotto controllo la dinamica del debito pubblico”.

La crescita mondiale nel 2017 è stata vigorosa, circa il 4%, ma ora, ha sottolineato Visco, non mancano i rischi: le misure protezionistiche e le possibili ritorsioni che si ripercuoterebbero negativamente sulla produzione.
Economica italiana: il PIL si è riportato al 1,5%, crescita, dice la Banca d’Italia, dovuta non solo alle politiche macroeconomiche, ma anche all’aumento della sua capacità di autosostenersi: sono aumentati i consumi, gli investimenti e l’export ed è migliorata la disoccupazione. La crescita riguarda tutti i settori, soprattutto il manifatturiero e i servizi.

Nel 2018 ci sono stati rallentamenti ma si tratta di un indebolimento temporaneo, è necessario tuttavia che le condizioni sui mercati finanziari si mantengano favorevoli; sulle potenziali di crescita pesano questi elementi: “Rilevano soprattutto le inefficienze e i ritardi delle amministrazioni pubbliche della Giustizia civile, le inadeguatezze nella regolamentazione dell’entrata e dell’uscita delle imprese dal mercato, limiti alla concorrenza, i fenomeni di illegalità l’elevata tassazione dei fattori della produzione, l’insufficienza degli investimenti nell’innovazione nella ricerca e nel  capitale umano”.

Ma, rilleva la Banca d’Italia, resta elevata la disoccupazione nel mezzogiorno e tra i giovani e la crisi ha fatto raddoppiare la povertà:
“Le risorse rese disponibili con l’avvio del reddito di inclusione uno strumento di reddito minimo consentono di coprire circa il 40% delle famiglie in povertà assoluta, nel procedere al suo rafforzamento o all’adozione di altri provvedimenti oltre evitare di scoraggiare la ricerca di un lavoro regolare bisognerà prestare attenzione alle conseguenze sui conti pubblici”.

Sulla riforma delle pensioni, ha detto Visco, sarebbe rischioso fare passi indietro nel modificare le regole di fondo: va esercitata invece estrema prudenza. In questo contesto globale l’Italia, sottolinea Visco, di fronte a fenomeni da governare come l’integrazione economica, il progresso tecnologico, la migrazione, la finanza ha necessità dell’Europa: “E’ importante che la voce dell’Italia sia autorevole nei contesti dove si deciderà il futuro dell’unione europea, ma tutti i paesi che ne fanno parte devono contribuire al suo progresso. Nei prossimi mesi saranno affrontate questioni di grande rilievo, la governance dell’Unione, il suo bilancio pluriennale, la revisione della regolamentazione finanziaria”.

E infine, richiamandosi alla straordinarietà del momento, Visco ha concluso:”Se è auspicabile che siano definiti con chiarezza e lungimiranza gli obiettivi e i progetti delle diverse forze politiche, non sarebbe saggio ignorare le compatibilità finanziaria. Non per rigidità a livello europeo o minacce speculative, Ma perché le nostre azioni i nostri programmi forniscono i segnali che orientano allocazione delle risorse a livello nazionale e globale. Le norme entro cui operiamo possono essere discusse criticati vanno migliorate, ma non possiamo prescindere dai vincoli costituzionali, la tutela del risparmio, l’equilibrio dei conti e  il rispetto dei trattati”

Dino Sorgonà

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