La separazione della rete TIM al centro della relazione dell’Organo di Vigilanza

(Teleborsa) – E’ stata presentata oggi la relazione annuale 2021 dell’Organo di Vigilanza sulla Parità di accesso alla rete di TIM nell’ambito della tutela dei principi di non discriminazione e parità di trattamento. Assieme al Presidente dell’OdV, Gianni Orlandi, il Direttore Generale DG Connect della Commissione Europea Roberto Viola, in collegamento da Bruxelles, Laura Aria, Commissaria dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Mario Antonio Scino, Vice Capo di Gabinetto del MISE, e Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM.

Nel corso del 2021, l’Organo di Vigilanza ha continuato a coadiuvare Agcom nelle attività di monitoraggio delle prestazioni offerte da TIM Wholesale agli altri operatori nei processi di Delivery e Assurance dei servizi di accesso regolati, anche attraverso opportuni indicatori (KPI) che hanno consentito di verificare il rispetto dei principi di non discriminazione. Al centro del dibattito quest’anno le prospettive di evoluzione degli assetti proprietari e di governance della rete, che si rifletteranno inevitabilmente sugli obiettivi e sulle attività dell’Organo di Vigilanza, che dovranno di conseguenza essere adeguate nell’ambito di un percorso condiviso con l’Autorità e TIM. “

“Il mondo delle TLC è al centro del dibattito e il futuro della rete di accesso è tutto da scrivere”, ha affermato il Presidente dell’Organi di Vigilanza Gianni Orlandi, aggiungendo che ci troviamo in uno “snodo storico fondamentale” e, dinanzi alle considerazioni di carattere industriale, non bisogna mettere in secondo piano la tutela del libero mercato, della competitività, dei consumatori e la garanzia di collegamenti e servizi di qualità.

L’Ad di TIM Pietro Labriola dal canto suo ha assicurato “siamo pronti a fare il passo conclusivo, direi decisivo, nel lungo percorso di trasformazione della governance della rete TIM: la separazione proprietaria dell’intera rete di accesso del Gruppo (NetCo), sulla base di un piano che verrà annunciato agli investitori il prossimo 7 luglio 2022″.

Labriola ha detto che l’integrazione verticale delle Tlc “è diventata anacronistica” ed ha spiegato che la separazione degli asset di TIM in rete (NetCo) e servizi (ServCo) ha motivazioni di carattere industriale, che hanno a che fare con l’efficienza.

“Il comparto dei servizi è caratterizzato da dinamiche competitive incompatibili con i lunghi periodi di recupero degli investimenti infrastrutturali”, ha spiegato il manager, aggiungendo “noi fino ad oggi abbiamo dovuto tenere conto del mercato retail ma anche delle esigenze del mercato wholesale, senza certezze sul ritorno degli investimenti a causa dell’elevata pressione regolamentare”. La separazione della rete porterà dunque vantaggi in termini di efficienza e competitività, maggiore flessibilità commerciale per il Retail e maggiore prevedibilità e stabilità dei ritorni il Wholesale.

“Non ci separiamo per cercare un ‘dividendo regolamentare’ su cui si sono arenati tanti progetti del passato. Tuttavia, è nell’ordine delle cose che la nuova analisi coordinata dei mercati dell’accesso, avviata da AGCom nel 2020, dovrà tener conto del nuovo modello di separazione verticale di TIM e delle sue conseguenze in termini di semplificazione delle attuali regole retail e wholesale”, ha cocluso Labriola.