La scuola e il grande pasticcio delle assunzioni

(Teleborsa) – Da Torino ad Agrigento il 50% degli insegnanti assegnati in organico potenziato non sono quelli richiesti dagli istituti con la prima preferenza. E il 75% rimarrà nell’istituto di appartenenza (dove stanno svolgendo una supplenza annuale) per raggiungere la sede indicatagli dall’USR forse nella prossima estate. Così lo Stato dovrà provvedere a coprire decine di migliaia di posti creati con la Fase C con nuove supplenze, generando altro precariato, con conseguenze non irrilevanti per il bilancio pubblico.

Se questi dati verranno confermati su scala nazionale, l’anno scolastico in corso non potrà essere considerato “ponte”, come indicato più volte dai vertici dell’amministrazione scolastica, ma un anno all’insegna del caos. Perché, spiega l’Anief, la mancata collocazione nelle scuole di circa la metà dei docenti richiesti, costituisce un handicap non indifferente ai fini dell’attuazione del piano triennale di ogni istituto, il quale dovrà essere elaborato entro il 15 gennaio 2016. Non solo, questo “imprevisto” rappresenta anche una minaccia per la tenuta dei conti pubblici, perché migliaia e migliaia di cattedre dovranno essere coperte con un nuovo precariato.

“Tutta colpa del Governo, che ha fatto scelte sbagliate escludendo gli abilitati delle graduatorie d’Istituto, i maestri d’Infanzia dalla Fase C e ha bloccato i numeri del sostegno” ha commentato il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico. Ora – continua Pacifico – “per il Miur è giunto il momento delle scelte”. Perché “a Viale Trastevere saranno costretti a dover assumere addirittura nuovi supplenti, per sostituire quei docenti che, come già accaduto nella fase B del piano assunzioni, hanno deciso di rimanere nella scuola dove a settembre hanno sottoscritto un contratto di supplenza annuale”.

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