La Relazione dell’ART in Parlamento: trasporti sempre più multimodali e competitivi

(Teleborsa) – Mobilità sostenibile, multimodalità, regolamentazione. E’ questo il nucleo centrale della Relazione annuale dell’Autorità di Regolazione dei trasporti (ART), presentata oggi in Parlamento, la quinta dalla costituzione dell’Authority.

Il Presidente Andrea Camanzi, dando avvio al suo discorso, ha parlato della mobilità, concepita come “un bene in sé, che ha natura economica ed è oggetto di tutela giuridica”, ma anche della grancde trasformazione dei servizi di trasporto innescata dall’era digitale (disintermediazione dei servizi di trasporto e maggiore consapevolezza dei passeggeri sui propri diritti).

Poi un cenno a due tematiche chiave: la sostenibilità ambientale dei trasporti, che implica anche riduzione della congestione nei grandi centri urbani, e la multimodalità degli stessi. “La domanda per singola modalità di trasporto evolve in domanda di servizi integrati e multimodali. I passeggeri richiedono un unico titolo di viaggio per i loro spostamenti; per le imprese è fondamentale l’integrazione tra infrastrutture e servizi complementari pienamente interoperabili”, ha affermato il Presidente.

Le grandi trasformazioni strutturali dell’offerta implicano che “la piena indipendenza dei gestori delle infrastrutture assume decisiva valenza strategica”, ha affermato Camanzi, sottolineando che “l’ingresso di nuove imprese nei mercati dei servizi di mobilità non è più necessariamente condizionato dall’accesso a infrastrutture fisiche di trasporto”, ma “è sempre più condizionato dalla disponibilità, accessibilità e possibilità d’uso di dati strutturati sui comportamenti dei passeggeri e i movimenti delle merci”.

Il cambiamento in atto poggia su tecnologie globali e ha natura irreversibile e sistemica”, sottolinea il Presidente dell’ART, affermando che “occorre quindi che anche la regolazione di settore ne colga pienamente la portata applicando metodi di natura, parimenti, sistemica“. E il modello adottato dall’ART è volto proprio a garantire un approccio sistemico, che si basi sulla accessibilità delle infrastrutture, sulla confrontabilità del periodo regolatorio e sulla fissazione  di canoni omogenei per determinare la remunerazione del capitale netto investito oltre che sulla tutela dei passeggeri.

Trasporto ferroviario 

Nel settore del trasporto ferroviario si è registrato nel periodo 2013-2016 una riduzione delle tariffe medie del 20%, a fronte di un aumento dell’offerta e dei ricavi da traffico del 18% circa e di un aumento de passeggeri del 27,7%.

Risultati che, per l’Alta Velocità, poggiano sulla concorrenza fra i due operatori principali Trenitalia e Italo e che si sono tramutati, da un lato, in un aumento dell’efficienza, dall’altro, in un catalizzatore di “rilevanti investimenti attratti in Italia (nel caso di Italo, N.d.r.) e realizzati all’estero”.

Trasporto aereo e aeroporti

Anche nel traffico aeroportuale ha beneficiato della regolamentazione ART. Gli scali regolati nell’ultimo anno hanno registrato una crescita media del traffico dle 9,1%, superiore del 50% rispetto alla media nazionale del +6,2% e il 60% in più rispetto al +3,6% registrato dagli scali non regolati. 

Autostrade



Per quanto concerne le autostrade, l’attività dell’Autorità consiste nell’applicazione dell’ambito ottimale di gestione (estensione chilometrica compresa per singola concessione tra 180 e 315 km) e nello schema di concessione per affidamento ad un unico concessionario.

“Ancorché in modo differente rispetto agli ambiti ferroviario e aeroportuale, anche le dinamiche delle gestioni autostradali
traggono beneficio dall’utilizzo del modello definito dall’Autorità per identificare l’ambito di gestione ottimale e finalizzato a stimolare la concorrenza per confronto (o yardstick competition): un metodo oggettivo per stimare il livello di efficienza perseguibile da un’impresa in rapporto a quello di tutte le altre che operano nello stesso segmento”, ha spiegato Camanzi.

Porti

In questo ambito, le misure ART forniscono alle Autorità di sistema portuale (AdSP) un quadro di riferimento nazionale omogeneo per assicurare l’accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture, con riferimento all’individuazione e destinazione delle aree e banchine portuali e loro concessioni.

L’attività si sostanzia nell’individuazione delle attività soggette al rilascio di autorizzazioni e relativi criteri e modalità di determinazione di canoni e tariffe.

Camanzi ha ricordato che “il Piano nazionale anticorruzione della stessa ANAC, come aggiornato nel corso del 2017, inserisce gli
interventi di trasparenza dell’Autorità in questa materia tra le misure idonee a prevenire il rischio corruttivo in ambito portuale”.

Trasporto pubblico locale

Il secondo insieme di materie è quello dei mercati dei servizi di trasporto, e in particolare del trasporto pubblico locale e regionale, per i quali occorre che “riflettano compiutamente i temi più salienti del dibattito pubblico: mobilità sostenibile, servizi flessibili e condivisi, bisogni dei passeggeri pendolari“.

Tutela dei diritti dei passeggeri                          

 
Il terzo insieme di materie è quello che ha per obiettivo la garanzia della qualità dei servizi di trasporto e l’effettività della tutela dei diritti dei passeggeri. Tutela che deve necessariamente ispirarsi anch’essa alla multimodalità e all’emissione dei biglietti integrati.

Entrambi sono oggetto di attività di regolazione da parte dell’ART, che è già intervenuta in ambito ferroviario ed è pronta all’adozione di analoghe misure con riferimento al trasporto via mare e vie navigabili interne.

Al centro delle misure vi sono i temi della regolarità e puntualità del servizio, della completezza delle informazioni rese ai passeggeri anche prima che intraprendano il loro viaggio, dell’accessibilità pubblica ai relativi dati, e della garanzia di condizioni di accesso ai servizi adeguate per tutti i passeggeri. 

A presidio delle condizioni minime di qualità, l’Autorità prefigura anche un ruolo attivo delle associazioni rappresentative.

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