La povertà è ancora alta ma si riduce quella “grave”

(Teleborsa) – La ripresa dell’economia italiana non ha ancora avuto effetti sulla situazione sociale, anche perché bisognerà attendere almeno l’anno prossimo per vedere gli effetti prodotti dalle riforme e da un’accelerazione del PIL, registrata solo quest’anno.

Stando all’ultima indagine dell’Istat su “Redditi e condizioni di vita”, è scesa nel 2014 solo la povertà definita “grave” (che raffigura un pesante stato di indigenza), mentre resta elevato il rischio povertà. In base ai dati riferiti al 2014, resta ferma al 28,3% la percentuale delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale. L’indicatore corrisponde alla quota di popolazione che sperimenta almeno una delle seguenti condizioni: rischio di povertà (calcolato sui redditi 2013), grave deprivazione materiale e bassa intensità di lavoro (calcolata sul numero totale di mesi lavorati dai componenti della famiglia durante il 2013).

Nel 2014 le persone a rischio di povertà sono stimate pari al 19,4%: quelle che vivono in famiglie gravemente deprivate l’11,6%, mentre le persone appartenenti a famiglie dove l’intensità lavorativa è bassa rappresentano il 12,1%.

L’indicatore del rischio povertà, che resta stabile, viene controbilanciato dai movimento opposti delle due componenti: cala a quota di persone in famiglie gravemente deprivate (la stima passa dal 12,3% all’11,6%), ma cresce la quota di chi vive in famiglie a bassa intensità lavorativa (dall’11,3% al 12,1%).

Per il secondo anno consecutivo, il calo della grave deprivazione è determinato dal fatto che scendono le quote di individui in famiglie che, se lo volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 13,9% al 12,6%), una settimana di ferie all’anno lontano da casa (dal 51,0% al 49,5%) o una spesa imprevista pari a 800 euro (dal 40,2% al 38,8%). La stima della grave deprivazione diminuisce soprattutto nel Mezzogiorno, tra i single e le coppie (soprattutto se anziani) e tra le coppie con un solo figlio, anche minore.

La povertà è ancora alta ma si riduce quella “grav...