La nuova burocrazia peserà per 3,2 miliardi sulle PMI

(Teleborsa) – La burocrazia arriverà a pesare per 3,2 miliardi sulle PMI nel 2020. E’ quanto stima una indagine dell’ufficio studi della CGIA, associazione veneta che rappresenta l’artigianato e le piccole e medie imprese, tenendo in considerazione gli enormi adempimenti richiesti a dal nuovo “Codice della crisi e dell’insolvenza”, le nuove disposizioni in tema di subappalti e l’obbligo di invio telematico dei corrispettivi.

Per il nuovo Codice della crisi d’impresa, in particolare, si stimano maggiori costi per le PMI pari a 2,9 miliardi (secondo un’analisi Cerved), anche se nel proseguo degli anni potrebbero far risparmiare al sistema economico del Paese circa 6 miliardi. Tuttavia, se i costi iniziali sono certi, diversamente sarà molto difficile “quantificare” i vantaggi futuri legati agli ipotetici mancati fallimenti aziendali, derivanti dalle nuove norme che obbligano le piccole imprese a nominare un organo di controllo composto o da un collegio sindacale o da un sindaco unico o da un revisore dei conti.

La cosiddetta stretta sugli appalti obbliga chi affida il compimento di un’opera o un servizio di importo annuo superiore a 200 mila euro, di richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltarici, copia degli attestati di versamento delle ritenute Irpef operate sulle retribuzioni corrisposte al personale impiegato nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati. Un adempimento di natura complessa che la CGIA stima possa arrivare a costare 300 milioni di euro all’anno, senza contare che poteva essere evitato introducendo, anche per le ritenute Irpef, la stessa procedura che utilizza l’Inps per verificare il corretto pagamento dei contributi previdenziali, ovvero il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva).

L’estensione alle PMI dell’invio e memorizzazione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate, in vigore dal 1° luglio solo per le aziende con 400 mila euro di fatturato, coinvolge ora anche commercianti, artigiani ed assimilati. Un adempimento che – stima la CGIA – potrebbe costare 300 euro per ogni azienda, per l’acquisto dei nuovi registratori telematici ed al netto dei benefici fiscali riconducibili all’ammortamento del costo. Considerando che sono coinvolte 1,6 milioni di imprese, le piccole e micro aziende dovranno sostenere un costo complessivo una tantum di circa 500 mila euro.

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