La Manovra dei “veleni” non smette di infiammare gli animi

(Teleborsa) – Manovra sotto i riflettori. Si aprono, infatti, due settimane decisive per la composizione della Legge di Bilancio, ma non si placano i veleni i dissapori che hanno caratterizzato il via libera al Documento di economia e Finanza (DEF). Fissata l’asticella del 2,4% sul rapporto deficit – PIL, resta da sciogliere il nodo delle coperture e una trattativa tutta interna alla maggioranza su come comporre le singole misure.

L’Ue non fa mistero che i “numeri” non vanno: soprattutto quelli per reddito di cittadinanza e flax tax. E saranno proprio i numeri che costringeranno l’Europa a respingerla. Ma il Governo italiano, nonostante le critiche che sono state numerose anche in Patria, non arretra.

“Non è previsto alcun piano B sulla Manovra” da far scattare in caso di “un’emergenza spread a 400” e “deve essere chiaro” anche a Bruxelles, perché sulla manovra “il Governo non arretrerà”, ha detto nel fine settimana il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio che non pago rincara la dose. C’è un tentativo di “far cadere il nostro Governo il prima possibile”, dietro l’avviso di bocciatura della Manovra M5S-Lega. Artefici: il “sistema europeo”, il “sistema mediatico” e le opposizioni, che “tifano” per “lo spread e il default dell’Italia”, ha spiegato il vicepremier pentastellato. E il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, continua ad attaccare l’Italia e alle forze populiste d’Europa.

Dopo le stoccate della scorsa settimana, Moscovici ha sottolineato:”Siamo a un bivio: se non facciamo niente, gli Orban, i Salvini, i Kaczyinski, i Le Pen disegneranno un’Europa dove la giustizia e la stampa saranno sotto controllo, gli stranieri stigmatizzati, le minoranze minacciate”, ha detto in un messaggio destinato al suo blog.

Ora, dopo le battute al vetriolo del fine settimana c’è attesa per l’apertura dei mercati. Sorvegliato speciale rimane lo spread che il 2 ottobre scorso si è spinto a quota 300 punti base, toccando il massimo da aprile del 2013.

Altro appuntamento importante, a cui guardano gli investitori: venerdì 26 ottobre, quando arriverà il verdetto di Standard & Poor’s. Entro la fine del mese si aggiungerà quello di Moody’s, Fitch e DBRS daranno il loro responso probabilmente il prossimo gennaio. Le principali agenzie di rating del mondo, dopo aver analizzato il primo Documento di Economia e Finanza del Governo 5 Stelle – Lega, daranno il loro giudizio sul livello di rischio del debito del Paese.

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