La manifattura dell’Eurozona perde slancio

(Teleborsa) – Ad agosto la crescita del settore manifatturiero dell’Eurozona ha perso slancio e i tassi d’espansione sono rallentati per la produzione, i nuovi ordini e le esportazioni, provocando un indebolimento della creazione dei posti di lavoro.

La lettura finale dell’indice manifatturiero dell’Eurozona conferma una nuova fase di stagnazione dell’economia. Nel mese di agosto, l’indicatore Markit PMI si è attestato a 51,7 punti, il valore più basso in tre mesi. La lettura finale è inoltre risultata inferiore alla precedente stima flash di 51,8. 

La Germania (53,6 conferma stima flash) e i Paesi Bassi (53,5 massimo su 5 mesi) hanno riportato forti espansioni. La crescita è risultata relativamente debole in Austria (52,1 minimo su 3 mesi), Spagna (fermo a 51) e Grecia (50,4 massimo su 2 mesi). In Francia (48,3 da stima flash 48,5) e in Italia (49,8) sono state osservate contrazioni.

“Ancora una volta emerge dalla regione un quadro eterogeneo anche preoccupante. I paesi del nord, tra cui Germania, Paesi Bassi e Austria, stanno fornendo la spinta principale all’espansione, ma altrove si avvertono segnali deboli. Francia e Italia
sono in flessione, la Grecia è in fase di stagnazione, e sia la Spagna che l’Irlanda stanno attraversando i loro periodi peggiori di crescita dalla metà del 2013”, ha commentato Chris Williamson, Capo Economista presso IHS Markit.

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