La guerra dei dazi torna a preoccupare le Borse. Milano -1,32%

(Teleborsa) – Chiusura in rosso per Piazza Affari e le altre principali Borse europee, poco aiutate nel pomeriggio dall’avvio negativo di Wall Street.

A zavorrare il sentiment le rinnovate tensioni commerciali dopo la decisione degli Stati Uniti di approvare i dazi su una lunga lista di prodotti Made in China per un valore di circa 50 miliardi di dollari. Decisione che ha provocato l’ira di Pechino, pronta a varare contromisure.

Svanita l’euforia legata all’atteggiamento accomodante della Banca Centrale Europea che però ieri, in occasione del meeting di politica monetaria, ha gettato le fondamenta per l’uscita graduale dall’attuale politica di stimoli.

Dal fronte macroeconomico, da segnalare la crescita dell’inflazione nella Zona Euro in linea con le attese degli analisti, l’aumento dei salari e del costo del lavoro e il miglioramento della bilancia commerciale, sempre nell’Area della moneta unica.

Sul valutario l’Euro / Dollaro USA mostra un progresso dello 0,43%.

Tra le commodities, forti vendite sull’oro (-1,75%) che scambia a 1.279,6 dollari l’oncia. Giù anche il petrolio (Light Sweet Crude Oil) (-2,96%), che toccato i 64,91 dollari per barile mentre sale l’attesa per il vertice OPEC del 22 giugno che potrebbe sancire l’aumento della produzione.

Sensibile miglioramento dello spread, che raggiunge quota 219 punti base, con un decremento di 12 punti base rispetto al precedente, con il rendimento del BTP a 10 anni che si posiziona al 2,59%.
Di grande aiuto l’allentamento delle tensioni tra Francia e Italia dopo il bilaterale tra Conte e Macron.

Tra gli indici di Eurolandia sotto pressione Francoforte, che accusa un calo dello 0,74%. Pesante Londra, che segna una discesa di ben -1,7 punti percentuali, mentre Parigi mostra una limatura dello 0,48%.

Sessione negativa anche per Piazza Affari, con il FTSE MIB che lascia sul parterre l’1,32%, troncando così la scia rialzista sostenuta da quattro guadagni consecutivi, iniziata lunedì scorso; sulla stessa linea, perde terreno il FTSE Italia All-Share, che si ferma a 24.498 punti, ritracciando dell’1,00%. In discesa il FTSE Italia Mid Cap (-0,88%), come il FTSE Italia Star (-0,7%).

Alla chiusura di Milano risulta che il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 3,07 miliardi di euro, con un incremento del 27,64%, rispetto ai precedenti 2,41 miliardi di euro; mentre i volumi scambiati sono passati da 0,91 miliardi di azioni della seduta precedente agli odierni 1,04 miliardi, mentre i contratti si sono attestati a 270.751, rispetto ai precedenti 253.390.

A fronte dei 217 titoli scambiati, sono giunte richieste di acquisto per 49 azioni. In lettera invece 159 titoli. Pressoché stabili le rimanenti 9 stocks.

Tra le Blue Chip di Piazza Affari si salvano solo alcuni difensivi come Campari, che vanta un progresso dell’1,44% e Buzzi Unicem +0,76%.

Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su Tenaris, che ha terminato le contrattazioni a -4,63% in una sessione difficile per il comparto petrolifero. 

Tra i protagonisti del FTSE MidCap, Beni Stabili (+2,76%), Zignago Vetro (+2,08%), Biesse (+1,99%) e Salini Impregilo (+1,24%).

I più forti ribassi, invece, si sono verificati su OVS, che ha archiviato la seduta a -4,29%.

La guerra dei dazi torna a preoccupare le Borse. Milano -1,32%