La Grecia e il flop privatizzazioni: isole e spiagge invendute

(Teleborsa) – Anche nel 2016 la Grecia non riuscirà a centrare l’obiettivo dei ricavi da privatizzazioni. Il target di 3,7 miliardi di euro è un miraggio, sarà un successo se la Hellenic Republic Asset Development Fund porterà in cassa 1,5-1,7 miliardi di euro nonostante l’accelerazione di alcune dismissioni negli ultimi mesi. Eppure il piano di privatizzazioni rappresenta uno dei cardini del programma di salvataggio di Atene, dopo tre piani concordati con Ue e Fmi da 250 miliardi. Sulla carta la Grecia deve realizzare il più rilevante piano di cessione di asset pubblici in Europa (circa 50 miliardi di euro), ma dal 2010 ad oggi il ricavato si ferma a poco più di 3,5 miliardi.

Una parte rilevante del processo è il settore immobiliare. Nel portafoglio della Hradf, ovvero l’Hellenic Republic Asset Development Found, il fondo greco per lo sviluppo di asset di proprietà statali guidato da Stergios Pitsiorlas, sono state trasferite oltre 500 isole e 16 mila km di spiagge. Il fondo deve vendere circa 71 mila proprietà immobiliari (terreni, edifici, spiagge, alberghi e anche un campo da golf), ma il processo procede al rallentatore e tra mille intoppi. Per la vendita di un palazzetto da 1.600 mq nel centro di Roma, ad esempio, sono state necessarie tre procedure d’asta per un importo di 8 milioni di euro. E quasi 6 mesi sono stati necessari per vendere alla tedesca Turboshaft due quadrigetti Airbus A340-300 per la cifra complessiva, piuttosto bassa dato il modello di aereo di linea, di 3,9 milioni di euro.

E’ andata meglio per due immobili negli States, uno a New York e l’altro a Washington, per un ricavato di 12 milioni di euro incassato a fine 2015. A giugno la Hradf ha certificato le offerte più alte per un pacchetto di sei proprietà immobiliari per un valore complessivo di 1,3 milioni di euro, di cui la metà per due ville a Makrynitsa offerti dalla Fanalsight Investment Ltd.

Dall’inizio dell’anno gli incassi dalla vendita di asset immobiliari superano appena i 10 milioni di euro, mentre nel 2015 il fondo ha realizzato oltre 30 milioni di euro. Completate le procedure per la vendita di due spiagge sull’isola di Rodi e per il campeggio Paliouri. E’ in via di definizione la firma per la travagliata cessione del resort di lusso Astir Palace, 20 km a sud di Atene. Il fondo Jermyn Street Real Estate (con capitali da Turchia, Emirati Arabi, Dubai e Kuwait) aveva presentato l’offerta più alta, 400 milioni di euro (di cui 100 destinati alla Hradf e il resto alla banca greca National Bank.

Ma la Suprema corte amministrativa di Atene, nel marzo scorso, ha bloccato l’operazione, indicando che il piano presentato dagli investitori violava le leggi urbanistiche. Il progetto di Jermyn Street è in fase di modifica e dopo l’estate è previsto il nuovo contratto di cessione.

Servono alcune modifiche anche per la firma definitiva sullo sviluppo turistico di due proprietà sull’isola di Rodi, nei pressi di Afantou, che prevedono la realizzazione anche di un campo da golf. La M.A. Angeliades e la Aegean Sun Investment Limited stanno aspettando il via libera del Consiglio di Stato greco.

Gli asset immobiliari vengono venduti attraverso la piattaforma elettronica e-publicrealestate che garantisce tempi più rapidi e procedure più trasparenti rispetto all’avvio del programma, che prevedeva inserzioni su ebay e annunci immobiliari sui principali quotidiani internazionali. La Hradf sta definendo l’asta numero sei con 11 proprietà tra spiagge ed edifici a Myconos, Pelion, Ileia e Evoia, oltre alla concessione per 50 anni di un palazzo a Rodi.

Tempi ancor più a rilento per piccoli porti e marine turistiche. Deve essere ancora nominato l’advisor per le concessioni di 40 anni di durata, mentre la procedura per la cessione della concessioni per i porti turistici di Alimos e Chios è stata chiusa per assenza di interessi da parte di potenziali investitori. La Hradf conta tuttavia di riaprire la procedura.

Per la Marina di Pylos, il fondo per le privatizzazioni deve presentare due studi di impatto ambientale chiesti dal Ministero per la cultura per andare avanti nel piano di assegnazione della concessione per 40 anni.

Resistenze politiche e amministrative, insieme a procedure complesse, riguardano anche la privatizzazione delle aziende di Stato. A inizio estate le Fs italiane si sono aggiudicate la Trianose; a fine 2016 dovrebbe arrivare l’agognata firma definitiva per la vendita dei 14 aeroporti alla tedesca Fraport, che rimane la principale privatizzazione realizzata finora. E’ intanto ripartita dopo uno stop di due anni la cessione della Hellinikon, società che possiede circa 6 milioni di mq dell’ex aeroporto di Atene. L’operazione dovrebbe far incassare 915 milioni di euro.

In settembre dovrebbe partire la privatizzazione dei 645 km dell’autostrada Egnatia, ma la Hradf ha recentemente ha annunciato che servono ancora alcuni provvedimenti del Governo per l’affidamento della concessione di 35 anni. La Hrdaf sta invece considerando opzioni alternative alla vendita tout-court della Hellinic Petroleum, il principale gruppo petrolifero greco che gestisce tre raffinerie, coprendo i due terzi del fabbisogno greco. Le proposte del fondo per le privatizzazioni saranno comunque rese note in autunno.

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