La Fed non basta. Wall Street va giù

(Teleborsa) – L’atteggiamento prudente della Federal Reserve, emerso dai verbali del FOMC, sulle mosse future di politica monetaria, non basta a risollevare il sentiment degli investitori spaventati dalle conferme di una situazione difficile che sta affrontando l’economia mondiale. I timori sono stati acutizzati anche dalle indicazioni giunte dalla BCE: il governatore, Mario Draghi, ha avanzato dubbi sulla capacità dell’Eurozona di affrontare nuovi choc in futuro. 

Tra gli indici statunitensi, il Dow Jones amplia le perdite iniziali e accusa una discesa dello 0,73%; sulla stessa linea, perde terreno l’indice S&P-500, che retrocede a 2.048 punti, ritracciando dello 0,89%. In discesa il Nasdaq 100 (-1,06%), come l’S&P 100 (-0,9%).

Nel frattempo, dal fronte macroeconomico continuano a giungere segnali positivi dall’economia statunitense. E’ diminuito, il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ottenere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, interrompendo tre settimane di fila di rialzi. I “claims” si confermano sotto la soglia di 300 mila, per 57 settimane, un chiaro segnale che il mercato del lavoro statunitense è in buona salute.

In discesa a Wall Street tutti i comparti dell’S&P 500. Nel listino, i settori Telecomunicazioni (-1,38%), Finanziari (-1,38%) e Materiali (-1,11%) sono stati tra i più venduti.

Al top tra i giganti di Wall Street, United Technologies (+0,87%) e McDonald’s (+0,64%). I più forti ribassi, invece, si verificano su Goldman Sachs, che continua la seduta con -2,49%. In caduta libera Verizon Communication, che affonda del 2,49%, penalizzata da un downgrade di Jefferies. JP Morgan scende dell’1,65%. Calo deciso per Intel, che segna un -1,58%.

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