La Fed mantiene la promessa e porta i tassi all’1-1,25%

(Teleborsa) – La banca centrale statunitense mantiene la sua rotta di normalizzazione della politica monetaria e alza i tassi di interesse all’1-1,25% segnando così la seconda stretta del 2017, la quarta da giugno 2016. 

Come ampiamente atteso dal mercato, la Federal Reserve ha deciso di aumentare il costo del denaro di 25 punti base, un segnale di fiducia dell’istituto guidato da Janet Yellen verso lo stato di salute dell’economia a stelle e strisce. La Fed tuttavia ha fatto sapere che continua a “monitorare da vicino gli sviluppi dell’inflazione”.

La decisione del Federal Open Market Committee (FOMC), il braccio di politica monetaria della banca statunitense, non è stata presa all’unanimità: c’è stato, infatti, un solo voto contrario, quello del presidente della Fed di Minneapolis, sui nove membri. 

Per la prima volta, nella nota che accompagna la decisione, il FOMC fa sapere che quest’anno inizierà a ridurre “in modo graduale e prevedibile” la dimensione del suo bilancio. E’ la prima volta dal 2008 che il costo del denaro negli Stati Uniti risulta sopra l’1%. 

Ciò che ha sorpreso il mercato, la Fed intende realizzare una terza stretta entro la fine del 2017 anche se “monitora attentamente gli sviluppi” sul fronte dell’inflazione, che su base annuale “è recentemente scesa”. Il governatore Janet Yellen ha spiegato che il trend recente è dovuto a fattori una tantum come il calo dei prezzi di piani telefonici e farmaci vendibili con ricetta medica. Il braccio di politica monetaria della banca “si aspetta che l’inflazione saliraà e si stabilizzerà intorno al 2% nel corso dei prossimi due anni”. 

La prima donna alla guida della banca centrale USA, riconosce che l’economia americana “sta andando bene” per questo ha deciso di stringere un pochino la cinghia, ma “la politica monetaria resta comunque accomodante”.

Quanto al mercato del lavoro, appare “tonico”, con un tasso di disoccupazione sceso al 4,3% a maggio, minimo di 16 anni.

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