La Fed alza i tassi. Powell: il mercato del lavoro resta forte

(Teleborsa) – Nessuna sorpresa dalla Fed, che ieri 21 marzo 2018 ha alzato il costo del denaro di un quarto di punto all’1,50-1,75% centrando in pieno le attese degli analisti. Si tratta del sesto aumento da fine 2015, del primo di quest’anno e del primo dell’era Jerome Powell.

Il neo presidente della Fed, che ha preso il posto di Janet Yellen, nella sua prima conferenza stampa dopo la riunione del Board di politica monetaria ha dichiarato: oggi abbiamo fatto un altro passo verso la normalizzazione della politica monetaria, che sta diventando più accomodante. L’inflazione si sta muovendo verso l’obiettivo del 2% voluto dalla Fed mentre il mercato del lavoro resta forte, ha poi puntualizzato il numero uno della Banca centrale americana. 

Per il futuro la Fed indica altri due rialzi del costo del denaro nel 2018, come indicato in precedenza e come sperato dal mercato. Cambiano le previsioni per il 2019 e il 2020, con tre rialzi al posto di due. Le strette future potrebbero essere “un po’ meno o un po’ più graduali del previsto”, ha specificato Powell.

Dopo aver assicurato che le prospettive economiche si sono rafforzate negli ultimi mesi, la Banca Centrale USA ha rivisto al rialzo le stime di crescita per l’economia americana per il 2018, al 2,7% dal 2,5% indicato a dicembre, con la riforma fiscale di Trump che dovrebbe incoraggiare la produttività.

Relativamente alla disoccupazione, questa calerà al 3,8% dal 3,9% stimato a dicembre mentre l’inflazione salirà nei prossimi mesi e si stabilizzerà al 2% nel medio termine.

Sul tema dazi, al centro del dibattito negli ultimi giorni, Powell ha dichiarato che “i cambiamenti delle politiche commerciali non hanno effetti sull’outlook”.

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