La crescita dell’Eurozona resta debole, gli stimoli BCE non bastano

(Teleborsa) – A causa dell’intensificarsi della contrazione francese, rimane debole la crescita dell’Eurozona.

Conseguentemente al rallentamento dei tassi di espansione della produzione e dei nuovi ordini, rimangono deboli le condizioni del settore manifatturiero dell’Eurozona durante l’inizio del secondo trimestre, mentre notizie più positive arrivano dal fronte occupazionale e quello dei prezzi. Infatti, è accelerata la crescita dei livelli del personale e sono più moderate le pressioni deflazionistiche.

E’ la fotografia scattata da Markit secondo cui, aumenta, per il secondo mese consecutivo, l’indice finale destagionalizzato PMI sul Manifatturiero dell’Eurozona, attestandosi ad aprile a 51,7 punti sopra i 51,6 della lettura del mese precedente e i 51,5 della stima flash. 

Tra le sei nazioni, Italia (53,9) e Spagna (53,5) hanno riportato la crescita più veloce. I Paesi Bassi (52,6) e l’Austria (52), anche se più deboli rispetto al mese precedente, hanno riportato modeste espansioni. La Francia (48), invece, è rimasta nel territorio di contrazione ad aprile, sino a raggiungere il valore più basso in dodici mesi. In coda alla classifica anche la Germania (51,8).

“Sebbene ad un tasso inferiore rispetto ai mesi precedenti, continuano a diminuire i prezzi, sia delle materie prime che di quelli di vendita. Di conseguenza l’indagine non ha mostrato alcun vantaggio, per quanto riguarda l’area euro nel suo insieme, dagli stimoli della BCE né della debolezza dell’euro”, ha commentato Chris Williamson, Capo Economista presso Markit sottolineando che “le uniche speranze per i tanti attesi stimoli si aggrappano quindi sui recenti aumenti dei prestiti delle banche e su maggiori alleggerimenti quantitativi”.

La crescita dell’Eurozona resta debole, gli stimoli BCE non ...