La “Cosco Shipping Panama”, già Andronikos, ha attraversato il nuovo Canale opera del Gruppo Salini Impregilo raggiungendo la chiusa di Cocolì

(Teleborsa) – La “Cosco Shipping Panama” ha raggiunto la chiusa di Cocolì, lato Pacifico, alle 16,19 ora di Panama, le 23,19 italiane. L’attraversamento si è svolto regolarmente. Entusiasmo e festeggiamenti già alle 7,40 del mattino di domenica 26 giugno 2016 all’entrata nella chiusa di “Agua Clara”, in prossimità della città di Colon, lato Atlantico, del nuovo Canale. Oltre 1000 le persone presenti. Poi altri festeggiamenti all’arrivo all’altra chiusa di Cocolì, vicino a Panama City, sull’Oceano Pacifico.

Un canale interoceanico lungo 80 chilometri e, dopo il “raddoppio”, capace di aumentare in quantità vertiginosa gli introiti per i “passaggi” delle navi dall’Oceano Atlantico al Pacifico, e viceversa, facendo incassare alla Repubblica di Panama ogni anno fino a 5 miliardi di dollari in più di quanto ricavato fino a oggi. E alla nave sorteggiata per l’inaugurazione era stato cambiato nome da Andronikos in “Cosco Shipping Panama”, quale onore per esser la prima ad attraversarlo. 

E’ così, con la firma di un verbale tra il Consorzio Internazionale di Costruttori guidato dal Gruppo italiano Salini Impregilo e l’Autorità governativa della Repubblica di Panama che regola il passaggio delle navi tra l’oceano Atlantico e Pacifico nel punto più stretto delle Americhe, è avvenuta la consegna ufficiale del progetto finito e dei comandi per far funzionare la nuova serie di grandi chiuse. Una consegna di fatto “chiavi in mano”.

Chiuse che permettono di regolare il livello delle acque dei due oceani attraverso il sollevamento e la successiva discesa delle unità per permettere la navigazione nel bacino artificiale Gatun che si trova a un livello superiore di 26 metri rispetto a quello del mare. Il “nuovo canale” sarà inaugurato e diventerà operativo con il passaggio della prima nave dell’era Post-Panamax, la portacontainers Andronikos, del gruppo cinese “Cosco Shipping”, uno dei cinque più importanti al mondo, forte di oltre 800 navi. Andronikos, 94.300 tonnellate, lunga 299,98 metri e larga 48,25 m., ha una capacità di 9.400 TEUs della misurastandard di 20 piedi. Batte bandiera delle Isole Marshall, immatricolata a Majuro, ed è in servizio dall’inizio 2016.

La portacontainers Andronikos, poi “Cosco Shipping Panama”, era salpata da Tianjinxingang, circa 180 km da Pechino, il 25 aprile scorso, raggiungendo Panama dopo un lungo viaggio e una serie di scali. Andronikos, alle 7,40 del 26 giugno, quindi alle 14,40 in Italia, ha imboccato il nuovo canale lato Oceano Atlantico, entrando nelle chiuse soprannominate “Agua Clara”. La nave attraverserà poi il lago Gatun per raggiungere le chiuse dell’Oceano Pacifico chiamate “Cocoli”, zona della Capitale Panama City,lel primo pomeriggio, intorno alle 23 di stasera ora italiana. A riceverla, dopo circa dieci ore di traversata, sarà il presidente della Repubblica di Panama, Juan Carlos Varela, assieme a capi di Stato e ministri di buona parte del mondo.

La scelta dell’Andronikos, che in ogni caso ha pagato il regolare “pedaggio”, era avvenuta con un sorteggio tenuto oltre un mese fa a Panama City, presente l’Amministratore del Canale, Jorge L. Quijano. La prima nave non inaugurale che viaggerà tra poco sulle nuove chiuse sarà, invece, la Linden Pride della Nippon Yusen Kaisha, che trasporta gas naturale liquefatto. Andronikos, ha aperto così alle rotte globali l’era delle Post-Panamax, navi che arrivano fino ai 360 metri di lunghezza e sono capaci di trasportare oltre 12 mila containers a bordo. Il triplo di quanto permesso sino a oggi alle cosiddette Panamax attraverso il canale costruito cento anni fa.

La costruzione del gruppo di due nuove chiuse e delle altre opere di supporto all’ampliamento del Canale, tra cui lo scavo di nuove vie di accesso, è opera di un consorzio internazionale guidato dal Gruppo italiano Salini Impregilo e di cui fanno parte la spagnola Sacyr e la belga Jan de Nul. A maggio era stata compiuta con successo una simulazione virtuale di attraversamento delle nuove chiuse. Dalla sala di controllo della torre, alta circa 30 metri, i tecnici del consorzio avevano simulato il passaggio di una nave compiendo in sequenza tutti i passi che sarebbero stati richiesti nel momento in cui le vere unità passeranno attraverso il nuovo sistema di chiuse.

Le paratie, costruite in Italia, e le valvole si erano aperte e chiuse in modo perfettamente sincronizzato sulla base del test che avevano permesso di eseguire il cosiddetto “fine tuning” delle funzioni elettromeccaniche ed elettroniche. Dopo l’ingresso nella chiusa dalla parte del lago Gatun, la prima nave virtuale aveva attraversato le altre chiuse che portano all’Oceano, arrivando regolarmente a destinazione in meno di 4 ore. Un’operazione, il passaggio di una chiusa, che nella realtà verrà poi compiuta in circa 2 ore per una traversata totale da Atlantico a Pacifico, o viceversa, di circa 8-10 ore.

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