La Corte UE avalla l’espulsione dei rifugiati verso paesi terzi sicuri

(Teleborsa) – Il regolamento di Dublino sul diritto di asilo consente agli Stati membri di inviare un richiedente protezione internazionale in un paese terzo sicuro, indipendentemente dal fatto che si tratti dello Stato membro competente per l’esame della domanda o di un altro Stato membro. Lo ha stabilito oggi la Corte di giustizia europea esaminando il caso di un migrante pakistano entrato illegalmente in Ungheria dalla Serbia. Nello stesso anno Shiraz Baig Mirza ha chiesto protezione internazionale in Ungheria, per poi essere fermato nella Repubblica ceca mentre tentava di raggiungere l’Austria ed essere rimandato prima in Ungheria e poi in Serbia.

Con la sua sentenza la Corte osserva, anzitutto, che il diritto di inviare un richiedente protezione internazionale in un paese terzo sicuro “può parimenti essere esercitato da uno Stato membro” dopo che quest’ultimo abbia dichiarato di essere competente per l’esame della domanda, anche se la persona ha lasciato il Paese prima che questa sia stata esaminata. Inoltre, secondo le regole di Dublino, l’Ungheria non è obbligata a informare la Repubblica ceca sulle sue norme nazionali che prevedono il rinvio del migrante in un Paese terzo sicuro. Allo stesso tempo viene garantito il diritto al migrante di fare ricorso contro la decisione di trasferimento e contro la decisione sulla domanda di protezione internazionale.

Infine, la Corte statuisce che il diritto del richiedente protezione internazionale di ottenere, in una situazione come quella del caso di specie, una decisione definitiva circa la propria domanda, sia nell’ambito della procedura che è stata interrotta, sia nell’ambito di una nuova procedura che non sarà trattata come domanda reiterata, non comporta né che lo Stato membro competente sia privato della possibilità di dichiarare la domanda irricevibile né che ad esso venga imposto di riprendere l’esame della domanda a una fase particolare della procedura.

Tale decisione facilita l’accordo dei 28 con la Turchia nel vertice in programma oggi e domani.

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