La Confindustria britannica fa i conti con l’effetto Brexit

(Teleborsa) – Crollo verticale del clima di fiducia dell’industria manifatturiera britannica. E’ l’effetto Brexit. 

L’indice che misura le aspettative sull’andamento degli ordini all’industria preparato dalla Confindustria britannica, CBI (Confederation of British Industry), ha registrato il peggior calo dal 2009 ad oggi, a seguito della vittoria della Brexit al referendum inglese, lo scorso 23 giugno.

L’indagine trimestrale condotta dall’associazione delle imprese ha rilevato che l’indicatore di fiducia è scivolato a -47 punti a maggio dai -5 punti di aprile. 

“Guardando al prossimo trimestre, i timori sulle condizioni economiche e politiche, cosi come i limiti agli ordinativi dall’estero sono ai massimi dal 1983”, afferma la CBI in una nota. “E’ chiaro – avverte il capo economista Rain Newton-Smith – che a seguito della Brexit, sull’industria è calata una nube di incertezza”. 

I Ministri delle finanze e del governatori delle banche centrali delle 20 più grandi economie, riuniti a Chengdu in Cina, hanno riconosciuto che l’uscita della Gran Bretagna dall’UE “ha aggiunto incertezza” all’economia mondiale, ma hanno affermato che i Paesi del G20 sono “ben posizionati per rispondere proattivamente alle conseguenze economico-finanziarie”. Tutti hanno condannato però il ricorso a svalutazioni competitive, ritenute dannose per l’economia mondiale. 

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La Confindustria britannica fa i conti con l’effetto Brexit