La BCE teme l’impatto degli attentati. Praet: “cresciuti i rischi sulla ripresa”

(Teleborsa) – A dispetto dell’opinione più “neutrale” degli economisti, la BCE si mostra preoccupata per gli impatti che gli attentati terroristici potrebbero avere sull’economia europea, dove c’è panico a tutti i livelli ed aumenta la spesa per rafforzare controlli e sicurezza.

E’ Peter Praet, membro del comitato esecutivo e capo economista della BCE, ad aver fatto questa confessione in una intervista a Bloomberg. Secondo il banchiere, gli attentati “potrebbero aver accresciuto i rischi di indebolimento” della ripresa economica nell’Eurozona.

Praet ha anche ammesso che, nonostante non si possano calcolare con esattezza le ricadute sull’economia, “non possiamo negare che vi sia” un rischio per l’economia, dato che la ripresa si conferma fragile e non sono stati ancora recuperati i livelli del 2008. 

Il banchiere ha anche parlato della politica monetaria, confermando che c’è un rischio che “possa slittare” ancora il ritorno dell’inflazione verso i target prefissati e, di conseguenza, la BCE  “valuterà l’opportunità di adottare ulteriori azioni nel contesto di accresciuta incertezza”, già dalla alla prossima riunione del 3 dicembre, come promesso dal Presidente Draghi. 

Praet ha anche parlato delle misure messe in campo nei mesi scorsi, ammettendo che la decisione di tenere i tassi sui depositi su un livello negativo “è stata più favorevole di quanto inizialmente previsto”: Questo a conferma che l’attesa di un ulteriore taglio di tale tasso non è fuori discussione.

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