La BCE ricalibra il QE guadagnando in risparmio ed efficienza

Il programma di Quantitative Easing, inaugurato la scorsa primavera da Mario Draghi, è diventato il principale motore del mercato obbligazionario dell’euro zona, con i rendimenti dei bond sovrani caduti bruscamente appena pochi giorni dopo la partenza.

Il programma voluto fortemente dal presidente della BCE, nell’immaginario collettivo, doveva drenare eccessivamente la liquidità dei mercati, tanto da metterne a rischio la stabilità, ma gli investitori hanno sperimentato sulla propria pelle che è molto difficile anticipare la domanda, per cui questo rischio è caduto.  

Le banche centrali dell’area euro, hanno finora acquistato oltre 340 miliardi di euro di bond col marchio del QE, con l’intento di stimolare la crescita e l’inflazione, rendendo libero il denaro di fluttuare nell’economia.  A questo punto l’idea più accreditata che sta prendendo piede all’interno della comunità finanziaria è che, vista l’esiguità degli effetti negativi collaterali e benefici mutuati dall’economia, il programma di allentamento quantitativo potrebbe anche essere esteso oltre settembre 2016.

Dalla sua inaugurazione il QE dell’euro zona ha affinato la sua architettura, con l’innesto di un programma pilota, dove i potenziali venditori competono l’un l’altro sul prezzo, che in fase di acquisto da parte della BCE ne provoca una lieve compressione.

La BCE ha annunciato che questa nuova procedura, attivata il 5 ottobre scorso, è avvenuta “senza pregiudicare in alcun modo gli equilibri del mercato”.

“Le aste incoraggiano la concorrenza e offrono una maggiore trasparenza anche per quanto riguarda il livello di liquidità dei mercati”, ha dichiarato Haoxiang Zhu, professore di finanza presso il MIT di Boston. “Questi metodi sono di solito più efficienti rispetto a quelli conclusi bilateralmente e in modo decentralizzato”.

La BCE ricalibra il QE guadagnando in risparmio ed efficienza