La BCE prepara l’assalto all’inflazione: tassi, QE e…

(Teleborsa) – Alla vigilia della riunione di politica monetaria della BCE, cresce la tensione e l’incertezza sui possibili strumenti che la banca centrale potrebbe mettere in campo per combattere la deflazione imperante in Europa.

Due cose sono certe: le misure non sono più rinviabili e questa volta dovranno essere anche convincenti. L’ultimo intervento della BCE a dicembre scorso non ha convinto gli operatori finanziari che, anzi, l’hanno accolta con un certo pessimismo, mancando una reale estensione del QE: è stata estesa la durata ma non l’ammontare che resta di 60 miliardi al mese.

Cosa farà domani l’Istituto guidato da Mario Draghi? Sembrerebbe esserci su questo punto in consenso sul fatto che le misure assunte saranno un mix di strumenti: tassi, QE e durata. 

Quanto allo strumento dei tassi, quelli sui depositi sono già negativi (-0,30%) e quel che ci si attende ora è un taglio “pesato” per l’eccedenza di questi depositi rispetto al livello che viene ritenuto normale. Sostanzialmente, il tasso sui depositi è il compenso (costo se negativo) che le banche assumono per tenere i soldi parcheggiati pressi l’Istituto di Francoforte e non metterli in circolo nell’economia reale attraverso i prestiti. Più il costo diventa alto, più andrà a pesare sulle banche, scoraggiandole dall’usare questa prassi che nasce dall’incertezza di investire le risorse nell’economia. Non dovrebbe esservi quindi un taglio pesante del tasso, bensì un aggiustamento a scaglioni a seconda delle quantità depositate (il costo sarà più alto al crescere dell’ammontare dei depositi).

Il QE è una misura chiave, perché immette denaro fresco. La BCE probabilmente annuncerà una nuova estensione della durata (ci si attende tre mesi in più da marzo a giugno 2017), ma stavolta non potrà mancare un aumento del quantitativo, atteso in 10-20 miliardi al mese. Non manca poi chi prospetta anche un’estensione della tipologia di asset acquisiti, anche se c’è poco margine di flessibilità su questo aspetto, poiché in Europa vi sono molti mercati non liquidi, come quello dei Corporate Bond e degli ABS.

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