La BCE non cambia politica monetaria e sposta l’attenzione sulle aziende di credito

(Teleborsa) – I tassi di interesse in Eurolandia resteranno fermi almeno fino alla fine dell’anno, la forward guidance è già stata modificata lo scorso marzo e continua il reinvestimento dei titoli in scadenza, da parte della BCE, così da garantire il pieno soddisfacimento della domanda di liquidità.

Ciò detto, atteso che la banca centrale europea non ha alcun motivo, per ora, di cambiare la propria politica monetaria, l’attenzione del board di Francoforte si sposta sulle aziende di credito poiché è attraverso le banche che gli effetti delle misure adottate dall’Eurotower arrivano all’economia reale. E la promessa di mitigare gli effetti dei tassi negativi sulla redditività del sistema bancario: il cosiddetto “tiering”, ovvero l’esenzione di una parte delle riserve delle banche depositate presso l’Eurosistema dal pagamento della tassa rappresentata dai tassi negativi.

Il Governatore della BCE, Mario Draghi, ha fatto sapere che i dettagli sulle operazioni TLTRO (le aste di liquidità a lungo termine finalizzate alla concessione di credito alle aziende non finanziarie) saranno comunicati in uno dei meeting successivi, in particolare, su come verranno prezzate le aste. Il banchiere ha, poi, ribadito che la BCE valuterà la possibilità di assumere misure per mitigare gli effetti collaterali dei tassi di interesse negativi ufficiali sulle banche.

L’istituto di Francoforte ha confermato il mantenimento di misure straordinarie per sostenere l’economia dell’Eurozona, lasciando invariato il costo del denaro almeno sino alla fine dell’anno ed anche oltre se necessario al fine di assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori, ma prossimi al 2% nel medio termine. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali restano quindi a zero, quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale sono allo 0,25% e sui depositi presso la banca centrale a -0,40%.

Il quadro economico

L’Eurozona sta registrando segnali di rallentamento economico con le nuove previsioni del Fondo Monetario Internazionale che hanno tagliato le stime di crescita globale. In particolare su paesi come Germania e Italia. Commenti che non sono passati inosservati dai governatori europei. In primis Mario Draghi che, nella conferenza stampa post decisione sui tassi, ha preso atto della crescita più lenta che si sta estendendo negli ultimi mesi per via delle perduranti incertezze connesse a fattori geopolitici, alla minaccia del protezionismo e alle vulnerabilità nei mercati emergenti. Da qui la rassicurazione che la BCE “è pronta ad agire” con tutti i suoi strumenti se lo richiedesse la situazione contingente.

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