La BCE difende le misure di stimolo

La BCE torna a difendere le sue politiche di stimolo all’economia dell’Eurozona, composte da un mix di strumenti: tassi di interesse ai minimi storici e all’occorrenza negativi, le maxi aste di liquidità per finanziare le banche ed, infine, le misure di quantitative easing.

In un articolo che precede il consueto bollettino mensile, l’Istituto di Francoforte ha affermato che questi programmi hanno avuto successo ed “hanno contribuito alla riduzione del costo dei finanziamenti alle banche, incentivando il credito a famiglie e imprese a migliori condizioni”. 

Lo studio ha preso ad esame le due misure principali – tassi bassi e QE – ricordando che ha aumentato il bilancio della BCE, accrescendo l’offerta di moneta. L’aumento della massa monetaria ha gradualmente incentivato l’attività creditizia delle banche, incanalando queste risorse verso l’economia reale, attraverso i prestiti a famiglie e imprese. 

Tutto questo si è tradotto in un “aggiustamento dei tassi di inflazione verso livelli inferiori, ma vicini al 2 per cento, nel medio termine”.

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