La BCE alza le stime di crescita. Draghi: “pieno sostegno alla ripresa”

(Teleborsa) – La BCE ha lasciato i tassi di interesse fermi a zero, come atteso, annunciando anche l’avvio a breve degli acquisti di bond Corporate e delle aste di lungo termine (parte del programma di quantitative easing). 

“La ripresa prosegue in modo graduale”, ha ribadito il  Presidente della BCE Mario Draghi nella conferenza stampa che è seguita alla riunione del direttivo. 

Le misure annunciate a marzo – ha aggiunto – hanno contribuito a sostenere la ripresa economica mediante la riduzione del costo del credito, ma è essenziale che il contesto di bassa inflazione non diventi radicato e che la BCE sia pronta ad usare tutti gli strumenti a disposizione nell’ambito del suo mandato perché questo accada. Sempre parlando d’inflazione, ha sottolineato che la BCE non ha rilevato particolari pressioni al ribasso sui salari.

Draghi ha anche spigato che lo staff economico della BCE ha rivisto al rialzo la stima di crescita dell’Eurozona del 2016 all’1,6% dall’1,4% indicato in precedenza, confermando le stime per il biennio seguente (1,6% nel 2017 ed 1,3% nel 2018). L’Eurotower ha rivisto al rialzo anche la stima di inflazione, alzandola allo 0,2% dallo 0,1% precedente, ma sempre lontanissima dal target del 2%.

Come sempre il numero uno della banca centrale ha richiamato all’ordine i leader europei, ricordando che la BCE non può tutto e che la sua politica di sostegno alla crescita deve essere supportata da politiche fiscali adatte e da misure di stimolo della produttività, degli investimenti e delle infrastrutture a livello di singolo Paese. 

Draghi ha anche affrontato la questione Grecia, affermando che il Consiglio direttivo non ha preso alcuna decisione sulla possibilità di accettare come collaterali anche i bond ellenici. Quanto al nodo Brexit, il banchiere ha affermato che la BCE se ne preoccuperà dopo il referendum e che tendenzialmente auspica che il Regno Unito resti nell’Unione Europea e che questo porterà benefici per tutti.

Durante la conferenza stampa di Draghi, l’euro si è mosso un po’ nervosamente, scivolando contro dollaro su nuovi minimi di 1,1165 USD quando il Presidente ha lasciato intendere che la banca centrale potrebbe ridurre ancora i tassi, per poi risalire a 1,1185 USD (+0,02%).

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