Kimberly-Clark, delude la trimestrale. Pesano pressioni sui prezzi

(Teleborsa) – Kimberly-Clark, colosso statunitense del settore dei prodotti in carta (in Italia il suo marchio più famoso è Scottex), ha registrato profitti sotto le attese nel secondo trimestre 2021, oltre a rivedere al ribasso la propria guidance per il 2021. Le vendite nette nei tre mesi a giugno sono state di 4,7 miliardi di dollari, in aumentato del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (vendite organiche a -3%). L’utile netto diluito per azione è stato di 1,19 dollari, inferiore agli 1,99 dollari di un anno fa e agli 1,71 stimati dagli analisti.

“Stiamo affrontando costi di input significativamente più elevati e un’inversione dei volumi di consumo di tissue (tessuto per carta igienica e fazzoletti, ndr) rispetto alla crescita record dell’anno precedente, poiché i consumatori e i rivenditori in Nord America hanno continuato a ridurre l’inventario domestico e al dettaglio – ha commentato il presidente e amministratore delegato Mike Hsu – Mentre attendiamo con impazienza il ritorno a un ambiente più normalizzato, ci siamo mossi con decisione per intraprendere azioni sui prezzi per mitigare i venti contrari inflazionistici e continuare a gestire con prudenza i costi”.

La società ha abbassato le stime per i profitti dell’intero esercizio: l’utile per azione di quest’anno sarà compreso tra 6,65 e 6,90 dollari, in calo rispetto a una precedente previsione di 7,55 dollari. Ha inoltre ridotto la sua proiezione per la crescita delle vendite nette a un intervallo compreso tra l’1% e il 4%. Gli input di costo dovrebbero aumentare da 1.200 a 1.300 milioni di dollari (la stima precedente era per un intervallo di 900-1.050 milioni di dollari).

(Foto: Cineberg Ug)

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