Juncker bacchetta la Germania: “Si lamenta dell’Italia ma ha violato Patto di Stabilità 18 volte”

In un’intervista alla stampa tedesca, il Presidente della Commissione europea punta il dito contro Berlino

Jean Claude Junker, Presidente della Commissione europea, ne ha per tutti. Lo sa molto bene l’Italia – e in particolare il Governo gialloverde – che è finita nel mirino più di una volta.
E così dopo aver punzecchiato in più occasioni il Belpaese, stavolta cambia obiettivo e non risparmia una stoccatina neanche alla Germania.

BERLINO NEL MIRINO“I tedeschi amano lamentarsi degli italiani, ma anche loro hanno violato il patto di stabilità 18 volte – le ho contate – e continuano a farlo”, ha detto in un’intervista rilasciata al giornale tedesco Handelsblatt sottolineando come sia “vero che debito e deficit sono scesi in Germania, ma non ha ancora messo sotto controllo il suo surplus”.

Spazio anche ad una amara riflessione: “Il problema chiave per gli europei è che non ci amiamo, abbiamo perso la nostra libido collettiva”.

Procede con difficoltà anche l’Unione monetaria – afferma – “perché Olanda, Austria e troppo spesso la Germania si mettono in mezzo sulla solidarietà e la responsabilità congiunta”. “Dobbiamo provare al resto del mondo che sull’Euro siamo seri. Per questo dobbiamo aggiungere elementi alla costruzione dell’unione monetaria, come lo schema di assicurazione sui depositi”.

VERSO LE ELEZIONI EUROPEE – Ovviamente non manca un passaggio su un appuntamento che potrebbe ridisegnare gli equilibri in Europa, ossia le elezioni Europee di fine maggio con particolare riferimento al l’avanzata delle destre: “Aspettiamo e vediamo se questa alleanza si materializzerà mai”.

Quindi ha aggiunto: “I populisti di destra non trovano difficile condannare l’Ue. Ma visto che nascono da movimenti nazionali è contrario alla loro natura lottare uniti per qualcosa a livello europeo. Un’alleanza si frammenterebbe velocemente“.

Commissione guidata da Juncker prorogata oltre ottobre? – Intanto, la Commissione Juncker potrebbe rimanere in carica fino alla fine del 2019 o oltre, in caso di stallo sulla scelta del presidente. Lo anticipa l’AGI citando diverse fonti europee.

Tra rinvio della Brexit e difficoltà a procedere con le nomine a causa delle incertezze del quadro politico legate alla possibile avanzata di formazioni populiste, Jean-Claude Juncker e la sua Commissione potrebbero essere prorogati di alcuni mesi oltre la scadenza ufficiale del loro mandato prevista per il 31 ottobre prossimo.

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