Jackson Hole, necessario un “sacrificio” più ampio per domare l’inflazione

(Teleborsa) – Secondo il membro del Consiglio direttivo Francois Villeroy de Galhau, la Banca centrale europea deve mostrare determinazione nell’affrontare l’inflazione record per evitare di essere costretta a mosse “inutilmente brutali” sui tassi di interesse.

Saranno necessari aumenti sostenuti del costo del denaro almeno fino a quando i costi finanziari non raggiungeranno un livello in cui non stimolino né limitino l’economia, ha affermato il capo della banca centrale francese in un discorso al simposio di Jackson Hole della Federal Reserve. Ciò potrebbe accadere entro la fine dell’anno dopo “un altro passo significativo a settembre“.

Possiamo essere graduali, ma non dovremmo essere lenti e ritardare la normalizzazione fino a quando aspettative di inflazione più elevate non ci costringeranno a rialzi aggressivi dei tassi di interesse” – ha detto ancora Villeroy -. “Ciò che resta essenziale, tuttavia, è essere ordinati, al fine di evitare un’indebita volatilità del mercato e, in definitiva, economica”. Il banchiere ha avvertito, poi, sulle prospettive di crescita che si sono inasprite negli ultimi tempi mentre i rischi di inflazione sono aumentati a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e dell’euro più debole.

Per il funzionario francese “riportare l’inflazione al target del 2% è una nostra responsabilità. La nostra volontà e la nostra capacità di portare a termine il nostro mandato sono incondizionate”.
Determinazione sulle prossime mosse della BCE viene chiesta anche da Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo dell’Eurotower, secondo cui “i rischi di recessione sono aumentati ma se anche vi scivolassimo abbiamo ben poche scelte se non continuare sulla strada della normalizzazione”. Le banche centrali – ha osservato Schnabel – devono agire con forza” contro la corsa dei prezzi.

Dopo aver chiuso in luglio il decennio dei tassi negativi alzando il costo del denaro di mezzo punto, l’Eurotower si avvia ad una nuova stretta alla prossima riunione di settembre, per contrastare l’elevata inflazione, come evidenziato dallo stesso Villeroy.

Pur di vincere la battaglia contro l’inflazione, una recessione può essere accettabile. Determinata la posizione del presidente della Fed, Jerome Powell che ha segnalato che “i tassi di interesse saranno più alti ancora a lungo. Continueremo a farlo fino a quando non saremo sicuri che il lavoro sia finito”.

Powell non sembra dunque mostrare preoccupazione per una possibile recessione. Lo ha fatto capire chiaramente ribadendo che l’elevato costo del denaro e le sue ripercussioni saranno “dolorose” per famiglie e imprese. Ora la domanda è quale sarà l’entità della frenata.