IVA, spunta ipotesi aumento parziale

La crisi complica tutto: qualunque sia il Governo (ed anche in caso di elezioni anticipate) la prima emergenza da affrontare è quella relativa all'aumento dell'Iva

Con la formalizzazione delle dimissioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è aperta ufficialmente la crisi di Governo. Già oggi, mercoledì 21 agosto, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inizierà le consultazioni con i principali rappresentanti dello stato e dei gruppi parlamentari per verificare la possibilità di un’altra maggioranza che possa sorreggere un esecutivo prima di sciogliere le Camere.

Sullo sfondo le nubi che si addensano a livello globale (probabile recessione tedesca, eventuale Brexit disordinata, tensioni sul commercio),  ma anche le annunciate nuove misure espansive della Bce,  il cambio ai vertici delle istituzioni europee, oltre che della stessa Banca centrale e del Fondo monetario.

Il Colle, nelle sue valutazioni, non potrà non tenere conto di questo scenario con la priorità di vigilare prima di tutto sulla tenuta dei conti pubblici.

Qualunque sia il governo (ed anche in caso di elezioni anticipate) la prima emergenza da affrontare è quella relativa all’aumento dell’Iva, che in assenza di interventi scatterà in automatico a partire dal 1° gennaio del prossimo anno (2020).In ballo ci sono i 23,1 miliardi di cui lo Stato ha bisogno per coprire le spese già programmate. A parole, tutti vorrebbero evitare un incremento che, secondo elaborazioni e stime avrebbe effetti negativi sull’economia italiana già in affanno. 

Secondo quanto riporta Il Messaggero, guadagna terreno l’ipotesi di un aumento almeno parziale delle aliquote, che del resto è stata sempre sostenuta a livello tecnico dal Ministro Tria e dai suoi collaboratori a Via Venti Settembre. 

Intanto, sul fronte strettamente politico, tiene banco l’ipotesi, per ora allo stato embrionale, di un’allenza tra Dem e Cinque-Stelle. Dal Quirinale, però, la linea sembra essere chiara: o Governo “vero” o elezioni.

Il messaggio è chiaro: niente “governicchi”. Pd e M5s dovranno dimostrare di fare sul serio. Per questo, sullo sfondo restano, visibili, le elezioni.

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