Italo “riprende” le corse AV sulla Torino-Salerno dal 21 maggio

(Teleborsa) – Da giovedì 21 maggio anche i treni Italo di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori) riprendono a viaggiare sulla direttrice Alta Velocità Torino-Salerno. Inizialmente saranno due, un AGV 575 e un EVO 675, a viaggiare di nuovo dal Piemonte (e da Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio) con destinazione la città portuale a sud-est di Napoli, dopo una fermata nel capoluogo della Campania. Di conseguenza anche tre, per il momento, i collegamenti Milano-Napoli, tutti con origine da Torino.

In particolare, gli orari Torino-Salerno (via Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli) sono: 6,40-11,43 (AGV 9911) e 14,23-21,32 (EVO 8933). Da Salerno per Torino (con le stesse fermate dell’andata): 6,20-13,26 (8932 EVO) e 12,22-20,15 (9944 AGV). Oltre a un collegamento Torino-Napoli, che porta a tre al giorno i treni Italo di NTV tra il Piemonte e la Campania sulla dorsale Alta Velocità Nord-Sud: 9,33-15,43 (9927 AGV) e in direzione opposta Napoli-Torino 16,20-22,27 (9952 AGV), con fermate anche a Reggio Emilia AV-Mediopadana.

Prendendo in considerazione la possibilità di acquisto biglietti presente sul sito italotreno.it, da giovedì 21 risulta sempre possibile anche viaggiare giornalmente da Napoli a Venezia Mestre e alla stazione principale di Santa Lucia del capoluogo del Veneto, via Roma-Firenze-Bologna e Padova, con due collegamenti operati con elettrotreni Italo EVO.

In ogni caso, per la “ripresa lookdown”, come affermato dall’Amministratore delegato di NTV Gianbattista La Rocca in una recente intervista a Teleborsa, per la società proprietaria dei treni Italo rimane aperta la fondamentale questione della riduzione dei “pedaggi” da pagare per la circolazione dei convogli sulla rete. Alla domanda su “Quale potrebbe essere una delle prime azioni da mettere in campo per fronteggiare i rischi del momento?”, l’Ad La Rocca aveva così risposto:

“Sicuramente la riduzione del pedaggio che le imprese ferroviarie erogano al gestore dell’infrastruttura. E’ un pedaggio diviso in 2 componenti: c’è quella legata alla domanda di mercato (componente B, ossia l’80% dell’intero canone) e quella relativa alla manutenzione della rete (componente A, 20% del costo del pedaggio). Per garantire stabilità ed equilibrio alla società sarà necessario al momento congelare la componente B del pedaggio che equivale a circa 200 milioni di euro l’anno”.

(Foto: Enrico Massidda)

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