Italia sotto l’esame della Commissione Ue: cosa sta succedendo

Il nostro Paese sotto la lente di Bruxelles per troppo debito e scarsa competitività

Gli esami non finiscono mai, soprattutto per l’Italia quando si tratta di debito pubblico e crescita economica. Sappiamo che sono le nostre note dolenti, i problemi che si trascinano da anni e che possono essere destabilizzanti non solo per il nostro Paese ma per la stessa Unione Europea, in particolare per l’economia della zona euro. Per questo motivo siamo sempre sotto la lente della Commissione Ue.

Non è una novità. Ogni anno la Commissione Europea sollecita l’Italia ad intraprendere tutte le azioni necessarie alla riduzione del debito pubblico, che ha raggiunto livelli allarmanti. L’ultimo dato della Banca d’Italia, riferito a ottobre 2019, parla di 2.446,8 miliardi di euro, una cifra in costante aumento.

Accanto al dato negativo del debito c’è quello debole della crescita economica, da anni in stagnazione, nonostante per il prossimo anno la stima del Pil italiano sia al rialzo, con +0,4% previsto per il 2020 dall’Ocse. Comunque insufficiente per un vero rilancio dell’economia italiana. Mentre il rapporto tra debito e Pil rimarrà ancora sopra il 130%, con un aumento stimato al 136,1% nel 2020.

A questi elementi si aggiunga quello della bassa competitività dell’economia italiana e il quadro economico e finanziario del nostro Paese è segnato ed è quello di un Paese in affanno. Gli squilibri macroeconomici sono troppi, per questo motivo l’Italia è finita, di nuovo, sotto l’esame della Commissione Europea.

Martedì 17 dicembre, la Commissione Ue ha annunciato che effettuerà un’indagine approfondita nei confronti del nostro Paese per valutare i rischi e la gravità degli squilibri macroeconomici che lo caratterizzano. Insieme a noi, gli altri Paesi con squilibrio macroeconomico eccessivo sono Cipro e la Grecia, entrambi segnati da una profonda crisi finanziaria.

Italia, Cipro e Grecia non sono tuttavia gli unici Paesi europei a finire sotto esame a Bruxelles. La lista comprende anche Francia, Bulgaria, Croazia, Svezia, Irlanda, Portogallo, Romania, Spagna, Olanda e perfino la Germania. Sono tutti Paesi segnati da squilibri macroeconomici, sebbene di differente natura. Ad esempio, nel caso dell’Olanda e della Germania l’elemento negativo è un elevato attivo delle partite correnti o surplus che a sua volta causa uno squilibrio nella zona euro e viola il Patto di Stabilità.

Pertanto, se l’Italia e gli altri Paesi europei, soprattutto della zona euro, che hanno debito elevato devono adottare “politiche prudenti” dirette a una riduzione del debito pubblico, i Paesi con surplus di bilancio, al contrario, devono fare maggiore spesa pubblica, in particolare con “investimenti di alta qualità“. Per questo motivo la Commissione Ue ha chiesto ai Paesi della zona euro un maggiore coordinamento delle politiche di bilancio.

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