Italia, rivista al ribasso l’inflazione di giugno

(Teleborsa) – Con i dati di giugno si consolida il quadro di bassa inflazione che caratterizza l’Italia. Un contributo specifico a questo andamento viene dall’inversione di tendenza dei prezzi degli energetici non regolamentati dovuta, però, in larga parte, al confronto con giugno 2018 quando i prezzi dei combustibili erano cresciuti (rispetto a maggio 2018) in maniera marcata, mentre a giugno di quest’anno diminuiscono rispetto al mese precedente. Andamenti congiunturali così divergenti a un anno di distanza producono la flessione tendenziale dei prezzi degli energetici non regolamentati, che fa prevalere le spinte al rallentamento della crescita dei prezzi sulle già deboli dinamiche inflazionistiche di altre merceologie.

Nel mese di giugno 2019, l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,7% su base annua (era +0,8% a maggio); la stima preliminare era +0,8%.

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici rimangono entrambe stabili, rispettivamente a +0,4% e a +0,5%.

Il lieve aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto per lo più alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,1%), su cui incidono fattori stagionali, e che prevale sul calo dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (-1,1%), dei Beni durevoli (-0,8%) e dei Beni energetici non regolamentati (-0,7%).

L’inflazione decelera per i beni (da +0,8% a +0,5%) e accelera per i servizi (da +0,8% a +1,0%); pertanto rispetto a maggio il differenziale inflazionistico è positivo e pari a +0,5 (era zero nel mese precedente).

L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,7% per l’indice generale e +0,5% per la componente di fondo.

Rallenta la crescita dei prezzi dei prodotti di largo consumo: per i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona l’inflazione passa da +0,3% a +0,2%, per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto da +1,0% a +0,5%, portandosi anch’essa al di sotto di quella riferita all’intero paniere.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e dello 0,8% in termini tendenziali (da +0,9% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

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