Italia nel caos: vola lo spread, martedì nero sui mercati. E a maggio crolla la fiducia dei consumatori

L’Istat rileva che a maggio l’indice è sceso a 113,7 da 116,9; in flessione (ma più contenuto) anche quello delle imprese

(Teleborsa) Italia nel caos, alle prese con la delicatissima crisi istituzionale che sta vivendo il paese, fermo in uno stallo dal quale non si riesce ad uscire, ormai, dallo scorso 4 marzo. Dopo lo scontro tra Quirinale e M5S-Lega che ha fatto saltare il tentativo di governo gialloverde, anche i mercati sono in fibrillazione:lacrime e sangue stamattina per i mercati finanziari.

MARTEDI NERO – Lo spread tra Btp e Bund apre in rialzo fin dai primi scambi, toccando prima i 260 punti per poi scendere a 256 punti e a metà mattina risalire toccando la quota record di 320.

Uno scenario tutt’altro che in coraggiante. Brusco peggioramento del clima di fiducia dei consumatori italiani. L’Istat rileva che a maggio l’indice è sceso a 113,7 da 116,9; anche per l’indice composito del clima di fiducia delle imprese si stima una flessione, ma di lieve entità, da 105,0 a 104,7.

“Il marcato calo dell’indice del clima di fiducia dei consumatori a maggio – commenta l’Istat – interrompe la sostanziale tenuta registrata nei primi 4 mesi del 2018. A maggio la fiducia dei consumatori raggiunge il valore più basso dallo scorso settembre (ad agosto era pari a 111,3). Al calo dell’indice hanno contribuito i giudizi e soprattutto le attese sulla situazione economica del paese, fortemente peggiorate”.

L’evoluzione negativa dell’indicatore di fiducia dei consumatori riflette dinamiche sfavorevoli di tutte le componenti ma con differenti intensità: il clima personale e quello corrente passano da 108,0 a 107,7 e da 114,0 a 112,4 rispettivamente; il clima economico diminuisce da 141,8 a 132,6 e quello futuro passa da 121,1 a 116,5, mostrando quindi flessioni più marcate.

CAPITOLO IMPRESE – il clima di fiducia diminuisce nel settore delle costruzioni (da 135,2 a 134,1), in quello dei servizi (da 106,4 a 106,0) e rimane stabile nella manifattura (a quota 107,7); invece, nel commercio al dettaglio si stima un aumento dell’indicatore (da 97,6 a 99,8).
A livello settoriale, nel comparto manifatturiero migliorano i giudizi sugli ordini mentre le attese sulla produzione sono in calo; il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino aumenta leggermente. Nelle costruzioni si stima un diffuso miglioramento dei giudizi sugli ordini a cui si uniscono stime in calo per le aspettative sull’occupazione.

Per quanto riguarda i servizi, l’evoluzione negativa dell’indice di fiducia riflette un peggioramento sia dei giudizi sia delle attese sugli ordini; i giudizi sull’andamento degli affari sono invece in miglioramento. Passando al commercio al dettaglio, si segnala che i giudizi sulle vendite sono in peggioramento ma si stima un aumento delle aspettative sulle vendite future.

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