Italia, Moody’s: outlook cupo pesa su debito, rischi da rinegoziazione PNRR

(Teleborsa) – “Mentre da una parte la crescita e gli sviluppi fiscali hanno portato sorprese positive nel 2021 e all’inizio del 2022, dall’altra la stretta delle condizioni finanziarie, l’alta inflazione, i rischi nelle forniture dalla Russia e un contesto politico più complicato stanno pesando sulle prospettive di crescita dell’Italia e sulle dinamiche del suo debito“. Lo afferma Moody’s in un report dedicato all’Italia, per la quale prevede una crescita pari a 2,7% nell’anno in corso e pari a zero l’anno prossimo.

Venerdì scorso Moody’s non ha aggiornato il rating italiano, che è quindi restato a “Baa3” con outlook negativo. Nonostante la revisione fosse in programma per quel giorno, 30 settembre, diversi analisti avevano previsto l’eventualità che Moody’s scegliesse di non cambiare il rating sull’Italia e prendesse tempo per osservare gli sviluppi politici e la formazione del nuovo Governo.

Il rating sull’Italia “riflette la nostra previsione sul fatto che i paesi principali dell’area euro sarebbero orientati a sostenere l’Italia nel caso di bisogno, un’ipotesi che è stata confermata dalla BCE nel recente annuncio sul Transmission Protection Instrument”.

Sono presenti però diversi rischi al ribasso, partendo dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “Se la coalizione di destra che ha vinto le recenti elezioni dovesse tentare di rinegoziare alcuni aspetti del PNRR, ciò probabilmente ritarderà la sua attuazione, esercitando una pressione al ribasso sulla spesa per investimenti in un momento in cui l’inflazione elevata ed i rischi per l’approvvigionamento energetico stanno già pesando sull’attività economica”.

Avrebbero un impatto negativo sui rating anche “segnali sull’avvio di una crescita significativa del debito sia a causa di prospettive di crescita sostanzialmente più deboli, sia a causa di un aumento del costo degli interessi o di un concreto allentamento fiscale”.

Inoltre, “politiche fiscali e/o economiche che avessero causato un indebolimento del sentiment del mercato e l’aumento del livello del debito nel medio termine porterebbero anch’esse a pressioni al ribasso dei rating”.

Moody’s sottolinea di ritenere improbabile un miglioramento del rating nel prossimo futuro, ma potrebbe alzare l’outlook “se le istituzioni italiane, le prospettive di crescita e la traiettoria del debito si dimostrassero resistenti ai rischi derivanti dall’incertezza politica, dalla sicurezza energetica e dall’aumento dei costi di finanziamento”.