Italia, la crescita è ancora un miraggio tra tagli al Pil e rischio recessione

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria lancia l'allarme: La recessione economica in Italia “è possibile e senza crescita nessuno assume”

(Teleborsa) Sembra proprio che per il nostro Paese, purtroppo, la crescita, parola d’oro in tempi di crisi, sia purtroppo ancora un miraggio. Mentre il governo gialloverde è impegnato in un lungo e serrato braccio di ferro con Bruxelles sulla manovra, al quale si spera di trovare prima possibile una soluzione condivisa che accontenti tutti per evitare la temuta procedura d’infrazione, negli ultimi mesi sono arrivate una serie di sforbiciate al Pil a tagliare anche le speranze di una ripresa duratura per il nostro paese. 

Cattive notizie dall’Inps. Dopo tre anni e mezzo si ferma la crescita in Italia: l’Istituto di statistica ha rilevato che nel terzo trimestre del 2018 il Pil corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del terzo trimestre del 2017. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,9%, lontana dalla stima del governo dell’1,2%.
Anche l’Ocse ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il nostro Paese, mentre al rialzo quelle su deficit e debito pubblico. Su quest’anno l’ente parigino pronostica un più 1% del Pil e sul 2019 un più 0,9per cento, a fronte del più 1,5 per cento stimato dal governo, mentre “la crescente incertezza” dovuta ai rialzi di tassi e spread “contrasterà l’effetto espansionista” della manovra, sostiene l’Ocse nel suo Economic outlook. Anche sul 2020 è previsto un più 0,9 per cento del Pil.
Stime riviste al ribasso pure dal Fondo  Monetario Internazionale nell’aggiornamento del World Economic Outlook. Nel 2018 l’economia italiana crescerà solo dell’1,2% con un ulteriore rallentamento a +1,0% il prossimo anno. Sono le nuove stime, riviste al ribasso, fornite dall’FMI nell’aggiornamento del World Economic Outlook: rispetto alle valutazioni dello scorso aprile, l’Fmi ha tagliato la crescita italiana di 0,3 punti quest’anno e di 0,1 punti nel 2019. A spingere il Fondo al ribasso – si spiega – è il peso sulla domanda interna legato all’aumento dello spread sui titoli di Stato e alle più rigide condizioni finanziarie, provocate dalla “recente incertezza politica”.
Non andrà oltre il +0,4% la crescita dell’economia italiana. E’ la stima formulata da Goldman Sachs che nel suo European Outlook taglia le previsioni di aumento del pil di 0,6 punti percentuali rispetto all’iniziale 1%.
Stesso copione anche per Fitch che ha tagliato le stime di crescita dell’Italia dall’1,2% all’1% nel 2018 e dall’1,2% all’1,1% nel 2019, a causa dell’ “incertezza politica domestica” e dei “timori per il commercio globale”. Fitch, si legge nel Global economic outlook, nutre dubbi sul fatto che l’allentamento fiscale possa spingere il Pil nel 2019, sia per le incertezze sui dettagli dell’implementazione che per i probabili bassi impatti moltiplicatori di alcune misure.  
ALLARME CONFINDUSTRIA – Un quadro generale dunque tutt’altro che rassicurante con Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria che lancia l’allarme: “Recessione possibile, e senza crescita nessuno assume”.
La recessione economica in Italia “è possibile”, ha avvertito il numero 1 di Viale dell’Astronomia, lamentando la mancanza di misure per la crescita nella manovra. E “se non c’è crescita” ha aggiunto in merito a decreto dignità “nessuna azienda assume un lavoratore”. Lo ha detto nel corso del suo intervento a a Piazza Pulita su La7.
Il decreto dignità “aumenta la conflittualità”. E’ “una strada legittima” dal punto di vista del ministro del Lavoro Luigi Di Maio “ma per noi è molto critica. Le imprese per via della conflittualità alla fine del 12esimo mese cambieranno persona invece di assumere”. Interpellato su un eventuale rischio recessione: “è possibile – ha risposto Boccia – per il combinato disposto del rallentamento dell’economia e della manovra che non interviene sulla crescita”.
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