Italia, industria manifatturiera in calo del 10,2% nel 2020: persi 132 miliardi di euro

(Teleborsa) – L’industria manifatturiera italiana ha chiuso il 2020 con un calo del giro d’affari del 10,2% rispetto al 2019, pari a 132 miliardi di euro in meno, secondo un’analisi di Prometeia e Intesa Sanpaolo. Il dato è comunque migliore della diminuzione che l’Italia registrò con la crisi del 2009, quando fu del 18,8%; ciò è anche merito del progressivo recupero dal minimo toccato durante il lockdown primaverile: nel periodo agosto-novembre, il fatturato si è riposizionato sui livelli pre-covid (-0.4%).

Confrontando i primi undici mesi del 2020 con gli altri grandi Paesi europei, si può notare che l’indice della produzione industriale ha registrato un calo del -13% in Italia e Francia, -10,8% in Germania e -10,5% in Spagna. Il gap nei confronti del manifatturiero tedesco, rimasto attivo durante il lockdown primaverile, è stato in parte colmato grazie alle chiusure ridotte degli impianti in estate, sottolinea l’analisi.
A livello settoriale, emerge una tenuta dei livelli pre-covid per Alimentare e bevande e Farmaceutica, e un recupero più intenso delle attese per Elettrodomestici e Mobili, trainati da consumi in risalita dai minimi primaverili. La ripresa del ciclo edilizio ha dato un forte impulso al settore Prodotti e materiali da costruzione e un parziale sostegno alla filiera dei metalli. In rapida risalita anche i livelli di attività degli Autoveicoli e moto, sulla spinta degli incentivi all’acquisto di vetture ecologiche. Il settore sconta però il crollo della fase primaverile, stazionando ancora nella parte bassa della classifica, poco distante dalla Meccanica, penalizzata dalla ripresa incerta degli investimenti in beni strumentali. Situazione ancora critica nel Sistema moda, fortemente colpito dalle restrizioni alla socialità e al turismo.

Prometeia e Intesa Sanpaolo prevedono un consolidamento dell’attività manifatturiera nella prima parte del 2021, con attese di rafforzamento nella seconda metà dell’anno, grazie ai progressi della campagna vaccinale, che comporterà un allentamento delle restrizioni a livello mondiale, con effetti visibili anche sul commercio internazionale. La velocità di marcia del manifatturiero italiano sarà influenzata dalle scelte che il nuovo Governo effettuerà sul Recovery plan, in quanto i fondi europei potrebbero aiutare a trasformare in chiave digitale ed ecologica il sistema industriale italiano.

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