Italia in recessione, si riaccende lo scontro. Renzi scatenato: “Ci portano a sbattere”

La replica di Di Maio: "Chi c'era prima di noi ha mentito". La preoccupazione di Confindustria, Boccia: "Agire subito"

(Teleborsa) A certificare che l’Italia è ufficialmente in recessione tecnica ci hanno pensato i dati sul Pil del quarto trimestre 2018, a segno meno per la seconda volta consecutiva, diffusi nella giornata di ieri dall’Istat.

Il Premier Conte, che peraltro aveva anticipato il dato, sceglie la strada dell’ottimismo ostentando sicurezza (“è solo una fase transitoria”) preconizzando una ripresa nella seconda parte del 2019, posizione condivisa dal Ministro dell’Economia Giovanni Tria che spazza via i toni catastrofistici rimandando alla congiuntura internazionale (“dato che era atteso ed è determinato dal ciclo economico europeo”), ma lo scontro politico si è riacceso.

RENZI ATTACCA: CI PORTANO A SBATTERE – Uno dei primi ad intervenire è l’ex Premier Matteo Renzi , che già nella giornata di ieri aveva fatto notare che i governi Pd avevano inanellato 14 trimestri consecutivi positivi, precisando come con il governo giallo-verde “l’Italia ha perso 76mila posti di lavoro” e portato per la seconda volta il pil in negativo, sottolineando che “le scelte di Salvini e Di Maio sono sbagliate, ci stanno portando a sbattere”.

DI MAIO REPLICA: “CHI C’ERA PRIMA HA MENTITO” – Sponda Governo ovviamente si rimandano le accuse al mittente con Luigi Di Maio che ripassa subito la palla agli avversari: “I dati Istat di oggi testimoniano una cosa fondamentale: che chi stava al governo prima di noi ci ha mentito, non ci ha mai portato fuori della crisi. E’ la certificazione del fallimento di una classe politica mandata a casa il 4 marzo”.

BOCCIA (CONFINDUSTRIA): “AGIRE SUBITO” – Preoccupazione anche dal mondo delle imprese. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, non nasconde preoccupazione sui dati che fotografano lo stato di salute dell’economia nel nostro Paese invitando a “reagire subito al rallentamento dell’economia attivando investimenti pubblici e privati”. Anche perché, secondo il numero uno di Viale dell’Astronomia “a gennaio avremo un rallentamento ancora superiore rispetto al quarto trimestre, a seguito della frenata dell’economia globale e della Germania”.

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