Italia, cala l’indebitamento nel primo semestre ma la pressione fiscale resta alta

Segnali di miglioramento giungono dal fronte indebitamento, dove il rapporto deficit-PIL italiano è sceso al 3,2%, nel primo semestre contro il 3,5% del 2014. Quanto alla pressione fiscale, invece, resta elevata al 41,1%, ma stabile rispetto alla precedente rilevazione.

Lo rende noto l’Istat precisando che, nel secondo trimestre, l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche (AP) in rapporto al PIL (dati grezzi) è stato pari allo 0,9%, inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2014. La pressione fiscale è stata pari al 43,2%, in diminuzione di  0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sempre nel secondo trimestre, il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul PIL del 4,2%, invariata rispetto a quella del secondo trimestre del 2014. Il saldo corrente è stato anch’esso positivo, con un’incidenza  sul Prodotto Interno Lordo del 2,9% (2,7% nel secondo trimestre del 2014).

Le entrate totali sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,7% e la loro incidenza sul PIL è stata del 48,3%, in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2014. Quanto alle uscite totali sono aumentate dello 0,3%, sempre su base annuale e la loro incidenza sul PIL è diminuita in termini tendenziali di 0,6 punti percentuali, scendendo al 49,2%.

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