Italia, a settembre inflazione annua a +2,6%. Carrello della spesa a +1,2%

(Teleborsa) – Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel mese di settembre 2021 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile (da +0,4% di agosto) e un aumento del 2,6% su base annua (da +2% del mese precedente). Gli analisti si aspettavano un +0,3% su base congiunturale e un +2,4% su base tendenziale. L’Istat osserva che “l’inflazione continua ad accelerare, portandosi a un livello che non si registrava da ottobre 2012” e che “anche i prezzi del carrello della spesa accelerano nuovamente, registrando un aumento che rimane però inferiore alla metà di quello riferito all’intero paniere”.

L’inflazione – sottolinea l’Istituto nazionale di statistica – anche nel mese di settembre continua a essere sostenuta in larga parte dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici (da +19,8% di agosto a +20,2%) sia di quelli della componente regolamentata (da +34,4% a +34,3%) sia dei prezzi di quella non regolamentata (da +12,8% a +13,3%). Questi ultimi contribuiscono all’accelerazione rispetto ad agosto, che si deve in misura ancora più ampia ai prezzi dei Beni alimentari (da +0,7% a +1,2%), a quelli dei Beni durevoli (da +0,5% a +1%) e a quelli dei Servizi relativi ai trasporti (che invertono la tendenza da -0,4% a +2,0%). Un contributo all’accelerazione dell’inflazione viene anche dai prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,5% a +1,8%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe rispettivamente da +0,6% a +1,1% e da +0,5% a +1,2%.

Il lieve calo congiunturale è dovuto prevalentemente alla diminuzione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-3,1%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,5%), in entrambi i casi dovuta per lo più a fattori stagionali; tale dinamica è stata solo in parte compensata dall’aumento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+0,8%).

L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,7% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,6% a +1,2%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,4% a +2,8%).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento dell’1,4% su base mensile e del 3% su base annua (da +2,5% di agosto). La diversa dinamica congiunturale dell’IPCA rispetto al NIC si deve alla fine dei saldi estivi, di cui il NIC non tiene conto, sottolinea l’Istat. Il mercato si aspettava un +1,6% su base mensile e un +3% su base annuale.

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