Istruzione, è l’Annus Horribilis della scuola italiana

(Teleborsa) – Giovani laureati lasciati ai margini, precari immessi in ruolo senza poter insegnare se non per spezzoni di ore o come tappabuchi, docenti di ruolo che spiegano discipline che non conoscono, insegnanti con oltre 30 anni anzianità costretti a rimanere dietro la cattedra fino alle soglie dei 70 anni di età. L’incredibile scenario si è venuto a realizzare in queste ultime settimane, attraverso l’incrociarsi dei provvedimenti approvati su scuola e previdenza sociale.

E’ l’Annus Horribilis della scuola italiana. Così lo definisce il sindacato della scuola Anief, che cita il concorso a cattedre per 63.712 posti, giunto venerdì sera in Gazzetta Ufficiale e, che, invece di selezionare anche i giovani laureati più meritevoli, prevede la loro “prima clamorosa esclusione nella storia dell’istruzione pubblica italiana”.

Il giovane sindacato della scuola cita, inoltre, i docenti di ruolo impiegati su cattedra che “si accingono a vivere anni difficili” attraverso le nuove classi di concorso, le quali, avendo le “maglie” delle discipline sempre più allargate, si vedono “svilire la loro professionalità”, obbligandoli a confrontarsi con programmi di studio e d’insegnamento lontani dal loro background formativo universitario.

Anche gli ultimi assunti stanno pagando dazio, rilancia l’Anief, in attesa di essere inseriti nella “centrifuga” della nuova mobilità e degli albi territoriali, che li potrebbe condurre chissà dove. 

“Sono provvedimenti che hanno lo stesso comune denominatore, il peggioramento delle condizioni di vita degli insegnanti, con effetti negativi anche per la didattica e gli alunni” commenta Marcello Pacifico, presidente Anief. “Noi non ci rassegniamo: laddove non arriva il legislatore, ci penserà il giudice a dare le risposte positive alle violazioni del diritto”.

Istruzione, è l’Annus Horribilis della scuola italiana