Istat, torna a frenare il commercio al dettaglio in Italia

(Teleborsa) – L’Istat stima a marzo, per le vendite al dettaglio, una diminuzione congiunturale dello 0,3% in valore e dello 0,2% in volume. In calo sia le vendite dei beni alimentari (-0,5% in valore e -0,3% in volume) sia, con intensità minore, quelle dei prodotti non alimentari (-0,2% in valore e -0,1% in volume).

Nel complesso del primo trimestre le vendite al dettaglio registrano un aumento dello 0,2%, in valore e in volume, rispetto ai tre mesi precedenti. Le vendite di beni alimentari crescono dello 0,2% in valore mentre restano stazionarie in volume, quelle di beni non alimentari aumentano dello 0,2% sia in valore sia in volume.

Su base annua, le vendite al dettaglio diminuiscono del 3,3% in valore e del 3,7% in volume. La flessione complessiva è dovuta soprattutto all’andamento dei beni alimentari (-6,4% in valore e -7,3% in volume), mentre si registra una flessione più contenuta per le vendite dei beni non alimentari (-0,5% in valore e -0,2% in volume).

Per quanto riguarda le vendite di beni non alimentari, l’aumento tendenziale maggiore riguarda il gruppo di prodotti Calzature e articoli in cuoio e da viaggio (+5%). Le flessioni più marcate si registrano per Cartoleria, libri, giornali e riviste (-4,6%) ed Elettrodomestici, radio, tv e registratori (-4,2%).

Rispetto a marzo 2018, il valore delle vendite al dettaglio registra una diminuzione sia per la grande distribuzione (-5%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-2,2%). In crescita il commercio elettronico (+11,1%).

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