Istat, surplus bilancia commerciale balza a 6,1 miliardi

(Teleborsa) – A febbraio l’export continua a crescere su base congiunturale anche se in misura inferiore rispetto ai due mesi precedenti. Su base annua, le vendite di prodotti della farmaceutica da sole spiegano un terzo della forte crescita dell’export e risultano molto sostenute verso Stati Uniti, Belgio e Francia.

Lo rileva l’Istat aggiungendo che si registra, per il secondo mese consecutivo, una diminuzione congiunturale dei prezzi all’import, dovuta principalmente ai forti ribassi, più marcati nell’Area non euro, dei beni energetici. La caduta annua dei prezzi dell’energia (-5,6%, da +3,9% di gennaio) spiega la più ampia flessione tendenziale dei prezzi all’import (-1,5%, da -0,3% di gennaio).

A partire dai dati di febbraio, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, l’Istat, in linea con la politica di diffusione Eurostat, pubblica i dati di commercio estero per le nuove aree, UE27 ed extra UE27. Le serie storiche per le due aree sono state ricostruite per rendere coerenti i confronti temporali.

A febbraio, l’Ufficio di statistica stima una crescita congiunturale per le esportazioni (+1,1%) e una flessione ampia per le importazioni (-3,8%). L’aumento congiunturale dell’export è dovuto in particolare all’incremento delle vendite verso l’area UE (+1,8%) mentre quello verso i mercati extra UE è contenuto (+0,3%).

Nel trimestre dicembre 2019-febbraio 2020, rispetto al precedente, si rileva un aumento sia delle esportazioni (+0,6%) sia delle importazioni (+1,1%).

Sempre a febbraio, la crescita su base annua dell’export è pari a +7,0% ed è determinata dall’aumento delle vendite registrato sia nell’area UE (+8%), con maggiore intensità, sia in quella extra UE (+5,9%). La lieve diminuzione tendenziale delle importazioni (-0,7%) è sintesi dell’incremento degli acquisti dall’area UE (+1,8%) e del loro calo dai mercati extra Ue (-4%).

Su base annua, i Paesi che contribuiscono in misura maggiore all’incremento delle esportazioni nazionali sono Stati Uniti (+22,3%), Germania (+6,8%), Francia (+7,5%), Belgio (+20,2%) e Turchia (+36,6%) mentre si registrano ampie flessioni delle vendite verso Cina (-21,6%) e Regno Unito (-8,2%).

Il saldo commerciale è atteso aumenti di 2.847 milioni di euro (da +3.238 milioni a febbraio 2019 a +6.085 milioni a febbraio 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +8.603 milioni di euro (era +6.499 milioni a febbraio 2019).

I prezzi all’importazione sono stimati in calo dell’1,2% da gennaio a febbraio e dell’1,5% su base annua.

Nel mese di marzo, l’Istat fa sapere che si è registrata una parziale riduzione del flusso delle dichiarazioni Intrastat, conseguente al differimento al 30 giugno dei termini di trasmissione previsto dal Decreto “Cura Italia”. Le azioni messe in atto per fare fronte a queste perturbazioni nella fase di raccolta dei dati hanno consentito di elaborare e diffondere, secondo il dettaglio informativo usuale, i dati sui flussi commerciali intracomunitari relativi al mese di febbraio 2020. Questi saranno oggetto di revisione quando, concluso il periodo di sospensione dei termini di trasmissione, si renderanno disponibili tutte le dichiarazioni Intrastat relative al mese di febbraio.

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