Istat: “Si conferma fase difficile per l’economia italiana”. Pil in calo (-0,1%)

(Teleborsa) – Nel quarto trimestre 2018, “il Pil italiano ha segnato una lieve diminuzione, la seconda consecutiva, caratterizzata da un contributo negativo delle scorte che ha bilanciato l’apporto positivo della domanda estera netta e di quella interna”. A rilevarlo è l’Istat nella sua nota mensile di febbraio sull’andamento dell’economia italiana. Registrando un ulteriore calo, l’indicatore anticipatore ha confermato le difficoltà dell’attuale fase ciclica dell’economia italiana con un peggioramento della fiducia di famiglie e imprese e un aumento dell’inflazione. Stabile, invece, l’occupazione che si mantiene su livelli dei mesi precedenti con un aumento significativo dei dipendenti permanenti. Una situazione, quella italiana, che l’Istat inserisce nell’ambito di un quadro economico internazionale che mostra persistenti segnali di debolezza e che, secondo le previsioni dell’Ocse, continuerà l’attuale fase di rallentamento. Una situazione che, secondo l’Istituto, tra le cause vede in primis tensioni politiche in vari paesi, il no-deal della Brexit e la perdurante guerra commerciale USA-Cina. Guardando al futuro, invece, la possibile escalation del protezionismo continua a costituire uno dei principali rischi al ribasso per l’economia internazionale.

La congiuntura italiana – Nel quarto trimestre del 2018 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e ha segnato una variazione nulla nei confronti del 2017. Rispetto al trimestre precedente bene le esportazioni nette (+0,2 punti percentuali) mentre anche il contributo della domanda interna torna lievemente positivo (+0,1 punti percentuali) sostenuto sia dai consumi sia dagli investimenti. La variazione congiunturale negativa del Pil è quindi principalmente dovuta alle scorte (-0,4 punti percentuali).

Il miglioramento dei consumi delle famiglie (+0,2% congiunturale) continua a essere trainato dalla spesa in beni durevoli (+1,8%) mentre rallenta la crescita degli acquisti di servizi (+0,1% dal +0,3% del trimestre precedente). Anche gli investimenti hanno segnato un aumento congiunturale (+0,1%) alimentato dalla ripresa della componente Impianti, macchinari e armamenti (+0,9%).

Dopo la marcata flessione di dicembre 2018 a gennaio, i dati di commercio estero relativi agli scambi extra Ue evidenziano un deciso aumento congiunturale delle esportazioni (+5,9%).

Mercato del lavoro –
Il mercato del lavoro italiano continua a mostrare una sostanziale tenuta. Nel corso del 2018, è proseguita la crescita delle unità di lavoro totali (+0,8% da +0,9% dell’anno precedente) ancora una volta trainata da quelle dipendenti (+1,3% rispetto a +2,0% del 2017). A gennaio, l’occupazione ha registrato un lieve aumento, indotto dalla crescita dei dipendenti permanenti, mentre sono diminuiti i dipendenti a termine e gli indipendenti.

Nel 2018 il miglioramento dell’occupazione è stato accompagnato da un sensibile aumento delle retribuzioni lorde per unità dipendente rispetto all’anno precedente (+1,7% e +0,3% nel 2017), superiore alla crescita del deflatore della spesa delle famiglie residenti (+1,1% sia nel 2018 sia l’anno precedente).

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