ISTAT, prosegue fase di debolezza dell’economia italiana

(Teleborsa) – Un quadro in chiaroscuro per l’economia italiana è stato fotografato dal rapporto mensile dell’ISTAT. Le politiche protezionistiche degli Stati Uniti hanno infatti reso difficile il rilancio del commercio mondiale, con i segnali di ripresa che appaiono episodici e dati che hanno segnalato tendenze meno positive.

Ad Aprile, in tutti i comparti industriali ad eccezione di quello dei beni energetici, è stata registrato una flessione marcata (-2,5%). Anche il fatturato e gli ordinativi dell’industria sono in flessione, con il fatturato dell’industria a prezzi correnti diminuito su base congiunturale a seguito di un calo marcato delle vendite sul mercato estero del -2,4%, così come il settore delle costruzioni, con un calo del -3,1%, manifestando segnali di debolezza.

Le esportazioni, ad aprile, hanno evidenziato un aumento dello 0,3%, inferiore a quello registrato per le importazioni (+0,9%). L’aumento, seppur minimo, delle vendite all’estero ha riguardato i flussi verso i mercati UE sia quelli verso l’area extra UE (rispettivamente +0,2% e +0,4%). Aumentano i flussi in uscita riguardanti il commercio estero extra UE di Maggio, con un ulteriore aumento dei flussi in uscita (+0,8%) determinato da un incremento delle vendite relative a tutte le principali tipologie di beni, esclusa l’energia, in particolare quelli di consumo.

Segnali confortanti, seppur in maniera minima, riguardante il reddito disponibile delle famiglia consumatrici, che nel primo trimestre del 2019 è aumentato dello +0,9%. Questo rialzo è stato seguito da quello dei consumi, con la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici che ha segnato una crescita, attestandosi all’8,4%. Importante il mercato di lavoro, che registra, a Maggio, la stima degli occupati al +0,3%, rendendo possibile anche il +0,1 del tasso di occupazione. Diminuisce, chiaramente, il numero di persone in cerca di occupazione (-1,9%) e il tasso di disoccupazione (-0,2%). I segnali, per i prossimi mesi, risultano discordanti tra i diversi settori. Per una diminuzione delle attese sull’occupazione per la manifattura e le costruzioni, si registra un miglioramento di quelle nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio.

Si è confermata, nel mese di giugno, l’inflazione su tassi molto contenuti. Il diverso scenario di crescita economica, concorre al mantenimento di un gap inflazionistico a favore dell’Italia, le spinte inflative dall’estero sono rimaste circoscritte ai beni energetici. Ad aprile i prezzi all’importazione dei beni di consumo non alimentari hanno mostrato una riduzione (-0,6%), mentre si registrano segnali di ripresa che hanno caratterizzato i listini di abbigliamento e calzature. La tendenza all’incremento dei prezzi potrebbe confermarsi nei prossimi mesi, lo scenario delineato dai consumatori appare diverso: la quota di chi si attende prezzi stabili o in diminuzione è aumentata a quasi il 55% mentre chi prevede incrementi dei prezzi è scesa al 39,1%

A giugno, l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha mostrato una diminuzione significativa diffusa a tutte le sue componenti e anche la fiducia delle imprese ha registrato un peggioramento. L’indicatore anticipatore conferma uno scenario a breve termine caratterizzato dalla debolezza dei livelli produttivi.

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