Istat: occupazione continua a crescere, predomina tempo determinato

(Teleborsa) – Nel primo trimestre 2022 ha continuato a crescere l’occupazione in Italia, a dispetto della fase di rallentamento del PIL, connessa allo scoppio della guerra in Ucraina ed al caro bollette. L’input di lavoro misurato in ore lavorate è aumentato dell’1,5% rispetto al trimestre precedente e del 6,7% rispetto al primo trimestre 2021, più che proporzionalmente rispetto ad una crescita del PIL dello 0,1% in termini congiunturali e del 6,2% in termini tendenziali.

L’occupazione in costante crescita

L’occupazione è cresciuta di 120 mila unità o dello 0,5% nel trimestre, grazie all’aumento dei dipendenti a termine (+72 mila unità o +2,4% in tre mesi) ed in misura minore dei dipendenti a tempo indeterminato (+33 mila o +0,2%) e degli indipendenti (+15 mila o 0,3%). Il tasso di occupazione guadagna 0,4 punti portandosi al 59,7%. Il numero di disoccupati si riduce proporzionalmente di 114 mila è del -5% nel trimestre, così come quello degli inattivi che scendono di 66 mila unità o dello 0,5%. Il tasso di disoccupazione cala di 0,5 punti all’8,6% e quello di inattività do 0,1 punti al 34,7%.

I dati mensili di aprile segnalano un lieve calo degli occupati rispetto al mese precedente (-12 mila, -0,1%), una ulteriore lieve diminuzione dei disoccupati (-17 mila, -0,8%) ed un aumento degli inattivi (+34 mila, +0,3%).

In termini tendenziali l’aumento dell’occupazione (+905 mila unità, +4,1% in un anno) coinvolge sia i dipendenti a tempo indeterminato (+369 mila, +2,6%) e soprattutto a termine (+412 mila, +16,3%), sia gli indipendenti (+124 mila, +2,6%). In forte calo i disoccupati (-415 mila in un anno, -16%) e egli inattivi (-846 mila, -6,1% in un anno). L’aumento tendenziale dell’occupazione si riflette nella crescita del tasso di occupazione (+3,0 punti rispetto al primo trimestre 2021) che si associa alla diminuzione dei tassi di disoccupazione e di inattività.

Cresce domanda imprese

Dal lato delle imprese, le posizioni lavorative dipendenti continuano a crescere ad un ritmo elevato (+1,2% su trimestre e +6,2% su anno); la crescita della componente a tempo pieno (+1,3% e +6%) è leggermente superiore di quella a tempo parziale (+1,1% e + 6,2%).

Le ore lavorate continuano ad aumentare, in termini sia congiunturali (+1,2%) sia tendenziali (+5,8%), e prosegue anche la riduzione del ricorso alla cassa integrazione, che si attesta a 12,9 ore ogni mille ore lavorate.

Il costo del lavoro per unità di lavoro rimane congiunturalmente invariato, quale sintesi di una lieve riduzione delle retribuzioni (-0,1%) e di un equivalente aumento degli oneri sociali (+0,1%). Su base annua, invece, il costo del lavoro si riduce dello 0,2%, per effetto della riduzione di entrambe le sue componenti (-0,2% le retribuzioni e -0,4% gli oneri sociali).